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Il Policlinico di San Donato sta attuando una rivoluzione nella cardiologia pediatrica con la correzione dei difetti cardiaci senza interventi chirurgici. I vantaggi di questo approccio sono molti e di grande rilevanza. Tra questi l’assenza di una terapia intensiva, la diminuzione dei tempi di convalescenza, la riduzione della degenza, e, come è ovvio, l’eliminazione di cicatrici.
A San Donato vengono trattati più di 500 casi ogni anno, i più frequenti riguardano la chiusura di difetti interventricolari (1) e l’applicazione degli stents (2) sui vasi sanguinei.
L’equipe dei medici del Policlinico è guidata dal cardiologo Mario Carminati, pioniere di questa nuova interventistica e autore dell’unico intervento, eseguito a Londra, riuscito sul cuore di un feto all’interno della placenta; la bambina ha oggi 15 anni. Carminati dirige il reparto del Policlinico dal 2000 in cui cura, oltre ai bambini, anche gli adulti. Tra le ricerche più recenti di Carminati vi sono lo studio della relazione tra l’ischemia cerebrale e il forame ovale pervio (3), un’anomalia congenita presente in particolare nelle donne.