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CORRIERE DELLA SERA.it - 03.04.2007 - Riuniti in due importanti congressi gli esperti americani ed europei. Diagnosi e cure vanno ritagliate in base al profilo del paziente. Positivi i dati dei primi studi con un nuovo anticorpo monoclonale. Valutare il rischio del singolo individuo anzichè proporre soglie d'allarme buone per tutti, prestare più attenzione al pro e al contro delle terapie ormonali e aprire le porte a tecniche operatorie di ultimissima generazione: sono questi alcuni dei punti salienti emersi nel corso di due importanti appuntamenti che hanno visto riuniti i massimi esperti al mondo di tumori prostatici, uno negli Stati uniti, a Orlando, promosso dall'American Society of Clinical Oncology (ASCO), e uno a Berlino, patrocinato dall'European Association of Urology (EAU).
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