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case study

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pubblicazioni scientifiche

Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo
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Cardiologia

Le patologie legate a problemi cardiologici dell’età evolutiva possono essere diagnosticate addirittura in fase prenatale, e trattate con sistemi non invasivi che permettono di chiudere i difetti interatriali per via percutanea senza ricorrere alla chirurgia invasiva.

Il forame ovale per i subacquei. Cos'è e perché è importante controllarsi

Un piccolo foro tra l’atrio cardiaco destro e sinistro che non si chiude con lo sviluppo, ecco cos’è il PFO (Pervietà del forame ovale). Un terzo degli individui sani ha questa conformazione dalla nascita e oltre un quarto dei sub che sono colpiti da mal di testa post-immersione.
Nel 30% dei casi gli individui portatori di questa anomalia conducono una vita normale senza evidenziare sintomatologie cliniche o particolari disturbi.
Il PFO non è una vera malformazione cardiaca, ma semplicemente il persistere di una condizione fetale del cuore, che rimane immutata.

Si sente spesso parlare del “mal di testa del sommozzatore”. Tante sono le cause attribuite al disturbo, ma dagli ultimi studi si è trovata una correlazione con la Pervietà del Forame Ovale.

Grazie a numerosi studi finanziati dal DAN per valutare se questa alterazione può aumentare il rischio di patologie da decompressione nelle immersioni, si è rilevato un aumento dei sintomi nei soggetti con PFO ma non sufficientemente alto da attribuirne con certezza la causa determinante.
Il rischio non è così rilevante da condurre i sub a sottoporsi all’unico esame affidabile per verificare il PFO: l’ecocardiografia transesofagea, esame effettuabile presso qualsiasi reparto cardiologico ospedaliero attrezzato. Il DAN sta tutt’oggi seguendo accurate ricerche per approfondire meglio il tema.
Alcune semplici attenzioni a scopo preventivo sono note ad ogni sub preparato: controllare la profondità d’immersione evitando di superare i trenta metri; rallentare le risalite e rispettare la soglia di sicurezza per minimizzare la presenza di eventuali bolle riducendo così il rischio specifico del PFO; evitare attività fisica o grandi sforzi post immersione.
Conviene pertanto prestare attenzione a questi semplici dettagli prima di considerare seriamente la possibilità di sottoporsi all’esame sopraccitato o, addirittura, di procedere con un intervento per chiudere il foro (chiusura percutanea).
La decisione di sottoporsi all’intervento di chiusura del foro spetta ovviamente al singolo sub, non prima di aver valutato accuratamente la gravità dei sintomi, l’ampiezza del PFO rilevabile ecograficamente, il risultato del trattamento dopo una malattia da decompressione (MDD) e la tipologia d’immersioni eseguite.



Glossario:
- DAN: “Divers Alert Network”, struttura mondiale che gestisce le emergenze subacquee. Sul tema PFO il Dan sta effettuando ricerche e test. Per partecipare a questo studio rivolgersi a www.daneurope.org
- Ecocardiografia transesofagea: Questo esame permette di ottenere informazioni dettagliate sulla struttura e la funzione del cuore. E’ inserita una sonda dalla bocca fino all’altezza del cuore in anestesia locale. Procedura fastidiosa, ma non dolorosa, della durata di circa 20/40 minuti.
- MDD: Malattia da decompressione; causata dalla formazione di bolle all'interno del sangue o dei tessuti, provocata dalla mancata eliminazione di azoto in seguito ad immersione subacquea o all'esposizione a pressioni elevate.

I dati e le informazioni contenuti nel presente articolo hanno carattere scientifico e divulgativo e non sono destinate a fornire l'indicazione di trattamenti terapeutici adottabili fuori dal controllo medico. In caso di necessità, si raccomanda di consultare il proprio medico curante che è l'unico in grado di individuare caso per caso i corretti trattamenti sanitari e farmacologici più adeguati. ab medica declina ogni responsabilità con riferimento alle conseguenze di un uso dei contenuti del presente articolo non conforme alla finalità per le quali è stato pubblicato.

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