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case study

La scelta degli accertamenti da eseguire /4
Leggete il seguente caso e ipotizzate gli accertamenti da seguire. A. G., 57 anni, di sesso maschile. Coniugato, 2 figli in apparente buona salute, laureato, insegnante, fumatore (5-10 sigarette al giorno da 30 anni). In anamnesi: sottoposto 30 anni fa...

pubblicazioni scientifiche

Minima invasività della prostatectomia radicale laparoscopica: sogno o realtà?
F.Greco et Al Urologia Vol. 75 no.3, 2008/pp.156-163 Lavoro scientifico che espone il risultato di uno studio prospettico non randomizzato sui traumi chirurgici della prostatectomia radicale laparoscopica ed open in 430 pazienti. Scarica la pubblicazione...

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Urologia

Le patologie legate a problemi urologici possono essere curate con sistemi poco invasivi che minimizzano gli effetti collaterali.

L'utilità del PSA per la prostata

L’utilità del test per il tumore alla prostata è controversa e sotto studio.
Non è soltanto un luogo comune pensare che oltre una certa età gli uomini possano avere problemi legati alla prostata. Ma forse non tutti sanno bene cos’è, a cosa serve, e soprattutto se si possono prevenire malattie e, nei casi più gravi, la formazione di tumori maligni.
La Fondazione Mondiale di Urologia Italiana ha avviato una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione al tumore alla prostata mirata ad informare il cittadino sull’importanza di effettuare controlli a scopo preventivo, promuovendo anche una settimana dedicata a tale scopo (Marzo 2007).
Tra i vari esami suggeriti a tal proposito si è parlato anche del test del PSA, allo studio da diversi anni e che ancor oggi suscita parecchie polemiche e controversie.

Il Professore Walter Artibani, Direttore dell’unità d’Urologia di Padova, puntualizza che “Il carcinoma alla prostata è attualmente la malattia tumorale più frequentemente diagnosticata nel maschio sopra i 50 anni ed è la seconda causa di morte, sempre nel maschio sopra ai 50 anni, dopo il tumore al polmone”.
Ma cos’è la prostata? E’ un insieme di ghiandole situate sotto la vescica che fabbricano il liquido in cui sono presenti non solo gli spermatozoi ma anche una sostanza specifica che consente di fornire un ambiente idoneo per la sopravvivenza degli spermatozoi al di fuori dell’organismo.
Questa sostanza è il PSA (Antigene Prostatico Specifico). La maggior parte del PSA si riversa nel liquido seminale, mentre una piccola dose si diffonde nel sangue. Sono diversi i motivi che possono alterare e aumentare le dosi di PSA presenti nel sangue, sarebbe riduttivo e rischioso limitarne la causa alla presenza di un tumore o di una patologia.

Il test del PSA, non invasivo come trattamento e non particolarmente costoso, rivela il livello d’alterazione di questa sostanza, ma l’esito può essere subdolo e ricco di caratteristiche nascoste. Infatti, precisa Artibani “ Allorquando il PSA fosse alterato vi sono delle indagini aggiuntive più raffinate che si possono eseguire, [...] per permettere allo specialista di prendere la decisione sull’utilità o meno di eseguire una biopsia prostatica eco-guidata […] il cui esito può dare adito alla diagnosi del carcinoma alla prostata.”.
Utilizzare il test del PSA come unico strumento di screening per la diagnosi di tumore è comunque riduttivo e in alcuni casi addirittura fuorviante.
Il medico specialista (urologo) consiglia al paziente di eseguire dei controlli generali annuali alla prostata in soggetti oltre i 50 anni e soprattutto alla presenza di sintomi, quali: dolore e aumento alla minzione, familiarità a tumori alla prostata, presenza di sangue nello sperma. L’esame richiesto è un’esplorazione rettale che consente al medico di valutare la normalità o anormalità della prostata. A seguire è prescritto un controllo sul dosaggio del PSA.

E' proprio l’esito di quest’ultimo test a non essere determinante in quanto un aumento anomalo dei livelli di PSA nel sangue non è solo dovuto al tumore, ma potrebbe essere una momentanea conseguenza ad attività sessuale, ad infiammazione (prostatite), ad un’ipertrofia benigna (aumento delle dimensioni della prostata per squilibri ormonali) o un effetto post-visita rettale. In caso d’esito alterato del livello del PSA, afferma Artibani, “esiste la possibilità, come conseguenza di risultato incerto, che il paziente sia costretto ad effettuare una biopsia prostatica che può risultare negativa, ed entrare così in un circolo continuo di controlli ed esami periodici (test PSA e biopsie) portando un paziente normale a vivere in un tunnel che può durare anche due o tre anni, nell’incertezza di avere una diagnosi chiara e definitiva”. E’ compito dello specialista informare il paziente che si sottopone a scopo preventivo (senza sintomi) a questa serie d’esami, che i controlli possono durare parecchio tempo, condizionando la sua stessa vita ma non regalando anni. Uno studio del CNR, avvallato anche dall’Associazione Oncologi Italiani, ha dimostrato che con l’utilizzo dei test del PSA sono aumentate le diagnosi di tumore alla prostata, ma non sono diminuite le morti per lo stesso tumore. Chi si sottopone agli interventi chirurgici avendo scoperto un tumore tramite i test sopra descritti a scopo preventivo, oltre a non avere vantaggi rispetto a chi si cura più tardi, non guadagna anni di vita, ma deve convivere con danni collaterali quali impotenza ed incontinenza.

E’ dovere dell’urologo fornire al paziente tutte le informazioni utili perché possa decidere in modo cosciente e consapevole se sottoporsi ad una pratica medica considerata “preventiva” ma non del tutto certa nel risultato.
“Un PSA normale esclude al 95% la presenza di un tumore alla prostata, la percentuale sale con riscontro tramite l’esplorazione rettale, mentre un PSA gravemente alterato può sicuramente far diagnosticare malattie prima insospettate e insospettabili”, precisa Artibani nella video intervista.



GLOSSARIO:
Carcinoma: Tumore maligno che si sviluppa a livello ghiandolare.

Test del PSA: Esame del sangue che individua i livelli di “antigene prostatico specifico” (PSA), una sostanza prodotta dalla prostata.

Biopsia prostatica eco-guidata: Prelievo di frammenti della prostata con un ago che è sparato ad alta velocità in punti predeterminati, effettuato in anestesia locale.

Urologo: Specialista a cui rivolgersi per la salute del proprio apparato urogenitale.

Minzione: E’ l'atto fisiologico che determina l'espulsione dell'urina raccolta nella vescica.

Esplorazione rettale: Esame in cui il paziente viene messo in una posizione in cui l'ano è accessibile e rilassato per permettere al medico di esplorare il retto. L’esplorazione rettale è, in genere, un esame semplice, veloce e indolore.

Prostatite: Forma d’infiammazione della ghiandola prostatica.

Ipertrofia benigna: (IPB) Ingrossamento della prostata che causa dolore e difficoltà alla minzione.

CNR: Consiglio Nazionale delle ricerche, ente con competenza scientifica generale.

I dati e le informazioni contenuti nel presente articolo hanno carattere scientifico e divulgativo e non sono destinate a fornire l'indicazione di trattamenti terapeutici adottabili fuori dal controllo medico. In caso di necessità, si raccomanda di consultare il proprio medico curante che è l'unico in grado di individuare caso per caso i corretti trattamenti sanitari e farmacologici più adeguati. ab medica declina ogni responsabilità con riferimento alle conseguenze di un uso dei contenuti del presente articolo non conforme alla finalità per le quali è stato pubblicato.

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