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Gli investimenti in Sanità servono anche a migliorare il Prodotto Interno Lordo. E' questo uno dei risultati di una ricerca del World Health Organization sugli investimenti sanitari mondiali. La ricerca afferma che riuscire a migliorare del 10% l'aspettativa di vita di una Nazione permette di aumentare il PIL dello 0,3-0,4% (p.24). Le spese sanitarie devono essere quindi valutate su uno spettro di benefici più ampio dell'immediato ritorno della singola apparecchiatura. La ricerca specifica alcune variabili da valutare come la maggiore longevità dei pazienti che permette una maggiore produttività lavorativa, abbassa i costi formativi. Viceversa il miglioramento della vita delle persone permette invece una diminuzione di costi assistenziali.
Per permettere un indirizzo da parte dello Stato degli investimenti in Sanità da qualche anno anche in Italia si è adottato un sistema di classificazione per i rimborsi alle strutture ospedaliere basato sui Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi: DRG. E’ un sistema di classificazione dei pazienti dimessi dagli ospedali, basato su alcune informazioni contenute nella scheda di dismissione ospedaliera. Vengono individuate diverse classi di casistiche piuttosto omogenee per quanto concerne il consumo di risorse, la durata della degenza e il profilo clinico. Con questo sistema è stato introdotto anche nel nostro Paese una nuova modalità di finanziamento delle attività ospedaliere basato sulla remunerazione delle prestazioni mediante tariffe standard che non sempre premiano però i risultati.
Un elemento fondamentale preso in considerazione per valutare l’entità del rimborso è dato dalla durata della degenza, in quanto rappresenta un costo per la struttura ben quantificabile, considerando le risorse impiegate, il valore del posto letto, gli esami diagnostici effettuati, le cure farmacologiche, tutti aspetti che gravano sull’ospedale.
E’ la Regione poi ad erogare i finanziamenti ulteriori necessari alle strutture con una spesa per paziente più alta.
La giornata di degenza non prende però in considerazione una serie di importanti variabili che sono soprattutto riferite alla diversità del consumo delle risorse assistenziali per il paziente e alla diversa complessità delle patologie trattate. Il progressivo miglioramento delle capacità terapeutiche e l’avanzamento tecnologico rende spesso il consumo di risorse umane sempre più variabile, tanto che la giornata di degenza da sola non è sufficiente ad esprimere l’entità delle risorse assorbite.
"Purtroppo il sistema adottato non sempre è coerente con l’efficienza di una struttura ospedaliera" precisa il dr. Michelini, Direttore Generale dell’ Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Portando ad esempio l’acquisto e l’utilizzo del robot in sala operatoria, Michelini chiarisce che “i giorni di degenza per i malati oncologici trattati in chirurgia mini invasiva con robot sono stati quasi dimezzati, ma esiste un paradosso in quanto “il Sistema Sanitario Nazionale, con una diminuzione della durata delle degenze, riduce proprio la soglia di rimborso alla struttura.”
Utilizzare quindi solo il parametro della durata di ospedalizzazione per la valutazione comparativa dell'efficienza ospedaliera (degenza media, occupazione media...) è ormai inadeguato per descrivere sia l'efficienza che i costi, in un momento in cui la crescita e l’evoluzione anche tecnologica porta vantaggi pratici per il paziente, la cui malattia diventa centrale rispetto alla sola voce di spesa.
Per quanto concerne gli investimenti in strutture tecnologiche complesse, spesso non si possono fare delle considerazioni puramente economiche, anche se il Sistema Sanitario Nazionale sembrerebbe considerare prioritario questo aspetto.
A fronte dell’acquisto di un nuovo strumento, il Dr Michelini chiarisce che “lo IEO si domanda il perché voler adottare una nuova tecnologia in sala operatoria e soprattutto se la strumentazione richiesta è coerente con i valori dell'Istituto che si basano sulla centralità della persona, sulla qualità dell’assistenza, sugli aspetti multidisciplinare dell’approccio alla malattia, con un’attenzione doverosa alla tecnologia in quanto Istituto scientifico e di ricerca”.
Il ritorno economico per l’ospedale, spiega appunto il Dr. Michelini, consiste, nel caso dell’acquisto del robot, “nel recupero dell’investimento iniziale a lungo termine, circa 6-7 anni, considerando che con tempi di degenza inferiori si possono curare più persone, e quanto risparmiato viene reinvestito nella ricerca e nello studio. Non si può in questa fase parlare di ritorno d’investimento, in quanto, alla base della scelta di investire nell’innovazione, abbiamo analizzato quanto questa spesa fosse coerente ed in linea con i nostri principi”.
Esistono poi i rimborsi del Sistema Sanitario Nazionale riferiti ai singoli interventi chirurgici, ma se vengono utilizzati degli strumenti diversi rispetto alla chirurgia tradizionale, il dr Michelini spiega che “Il rimborso del Sistema Sanitario Nazionale, rispetto alla spesa sostenuta, è insufficiente, in quanto si basa sugli standard della chirurgia tradizionale che è più “economica” della tecnologia, ad esempio robotica. Il costo d’ogni singolo intervento è superiore, considerando che il robot richiede delle strumentazioni 'mono-uso' che hanno un costo piuttosto elevato”.
Lo strumento di indirizzo degli investimenti sanitari è quindi oggi disponibile in Italia tramite i DRG che se utilizzati correttamente potranno portare ad un miglioramento del sistema Paese.
Glossario:
- Sistema Sanitario Nazionale: Servizio pubblico che garantisce l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito, lavoro.
Fondazione per la Ricerca in Urologia
All about Prostate Cancer (Ohio State University CCC)
Europa Uomo
Federazione Italiana INCOntinenti
Società Italiana di Andrologia
Deficit erettile
The Online World of Oncology
European Cancer Patient Coalition
Federazione italiana delle associazioni di volontariato in Oncologia
Brochure per pazienti sulla Robotica in Urologia
World foundation of urology
Exposanità – 17° Mostra Internazionale al servizio della sanità e dell’assistenza