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All’ultimo congresso della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (GISE), svoltosi a Genova qualche settimana fa, è stato presentato il progetto di creazione di un Registro Nazionale sul Forame Ovale Pervio che vede il Dr Butera (Medico presso il Dipartimento di Cardiologia Pediatrica e Malattie congenite nell’adulto del Policlinico di San Donato e Dirigente della GUCH Unit) impegnato a coordinarne il lavoro.
Ultimamente si sente più spesso parlare della Pervietà del Forame Ovale, quel piccolo foro tra l’atrio cardiaco destro e sinistro che non si chiude con lo sviluppo, con cui convive circa un terzo degli individui sani senza per forza accusare particolari fastidi.

Si tratta di una conformazione congenita, che non sempre evidenzia disagio nel paziente. Come hanno ben spiegato nelle video interviste alcuni pazienti, a volte la mancata chiusura di questo foro può generare forti mal di testa ad aurea, o addirittura casi ischemici improvvisi.
Una volta diagnosticata la causa, se questa è dipesa dal PFO, si può procedere con la chiusura del foro mediante un intervento per via percutanea, senza la chirurgia tradizionale.
“Questa operazione è piuttosto diffusa, e i risultati che si ottengono sono da ritenersi certamente favorevoli. Purtroppo però l’evoluzione del decorso post intervento e l’osservazione dell’andamento del paziente, sono registrati presso i singoli centri, come esperienze isolate, generando risultati parziali su questa procedura”, spiega il Dr. Butera, precisando anche che “è importante avere un Registro, un database, che possa definire a livello nazionale l’entità e l’importanza dell’intervento di chiusura del Forame Ovale Pervio, su numeri molto alti, per poter valutare a distanza (da uno a cinque anni) gli esiti della procedura”.
Il progetto sarà avviato nel corso di questo mese con la raccolta dei dati, una sorta di censimento degli interventi svolti su tutto il territorio nazionale da Novembre 2007 fino a Novembre del prossimo anno. Al singolo paziente non sarà chiesto niente di diverso rispetto alla normale procedura, infatti, l’importanza del risultato è data dall’andamento clinico generale. In questo modo gli ospedali e i medici stessi avranno un quadro complessivo sull’entità di questa pratica, potendo anche quantificare il problema e valutare l’efficacia delle terapie stesse e delle diagnosi iniziali.
Non esiste oggi un altro progetto all’estero di questo tipo, ma solo tante isolate realtà basate quindi su numeri bassi non del tutto sufficienti a dimostrare la validità ed efficacia dell’intervento di chiusura per via percutanea.
In Italia si utilizzano già i Registri Nazionali in diversi ambiti medici, promossi e finanziati anche dal Ministero della Salute. Per quanto riguarda le malattie cardiopatiche congenite è interessante riportare l’esperienza del progetto VASSACC (Valutazione Socio Sanitaria dell’Assistenza dell’Adulto con Cardiopatia Congenita) dove è prevista la creazione di un sistema di archiviazione di dati informativi e clinici sui pazienti, di semplice elaborazione e consultazione per studi sulle cardiopatie. Il database che raccoglie i le informazioni è interno in ogni Unità Operativa e a disposizione di tutti i centri (Registro Nazionale), costituito dai dati diagnostico-strumentali dei pazienti con cardiopatie congenite, così da standardizzare l'assistenza in tali pazienti e migliorare anche le conoscenze mediche.
Conclude il dr Butera ricordando che “il Registro Nazionale sulla Pervietà del Forame Ovale, (chiamato: IPOS, Italian PFO Survey), è di grande importanza anche per la cardiologia pediatrica, sarà, infatti, presentato nel corso del prossimo incontro della Società Italiana Cardiologia Pediatrica” che si terrà a Bergamo.
Glossario:
- Pervietà: Apertura. Fenomeno che si presenta in caso di mancata ostruzione del vaso sanguigno.
- Intervento per via percutanea: Trattamento non invasivo che permette di chiudere i difetti interatriali per via percutanea senza ricorrere alla chirurgia invasiva.
- GUCH: abbreviazione dall’inglese “Grown Up Congenital Heart”, traduzione letterale di: Cardiopatie Congenite che crescono. Questi Centri sono nati negli ultimi anni per rispondere alle nuove esigenze di una popolazione di pazienti affetti da cardiopatia congenita che hanno raggiunto l’età adulta e vanno quindi trattati al di fuori dell’unità pediatrica, ma in centri specializzati.