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A fine gennaio 2008 si è tenuto a Roma, e per la prima volta in Italia, il “Terzo Congresso Annuale della Minimally Invasive Robotic Association”, un evento mondiale di grande prestigio. ab medica ha trasmesso in diretta, via Internet, parte dell’evento per mezzo della tecnica “streaming”. Nel sito abmedica.it è stato possibile ascoltare le interviste ai luminari della robotica presenti e assistere a un intervento chirurgico completo. La chirurgia robotica sta diventando una realtà anche nel nostro Paese con vantaggi per i pazienti e per le strutture sanitarie insieme a una riduzione dei costi della Sanità, grazie a degenze post operatorie più brevi e a una diminuzione dei casi di complicazioni successive all’intervento. La chirurgia robotica, oltre a un approccio mininvasivo, permette le operazioni a distanza. Il chirurgo può infatti intervenire da una diversa città o da un altro Stato.

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LA CHIRURGIA TELEROBOTICA SECONDO IL DOTT. SATAVA
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Il Futuro della Chirurgia

“La chiave per il futuro della medicina è trasformare gli atomi in informazione e energia: i medici saranno solo dei manager di informazioni.” Questo è il futuro che vede il dottor Richard Satava, professore di chirurgia alla University of Washington a Seattle e Senior Science Advisor al dipartimento militare di ricerca dell’esercito degli Stati Uniti.

Già nella prima parte del 1900 i dottori australiani avevano istituzionalizzato un sistema per seguire i pazienti che vivevano in zone rurali. Il Royal Flying Doctor Service of Australia, i “dottori volanti”, era basato su una rete di infermiere che volavano con un pilota e seguivano le indicazioni ottenute via radio dai dottori.

“Oggi la telerobotica, la rete telematica applicata all’uso della chirurgia robotica, permette al medico di operare direttamente tramite l’utilizzo di un robot”, spiega Satava. “Il robot non esegue gli interventi, è il chirurgo che muove i bracci del robot per operare. Il chirurgo è seduto alla consolle del robot e muove i bracci posizionati sopra il paziente.” La telerobotica, tecnicamente, aumenta le distanze tra chirurgo e paziente, “che può stare in un’altra stanza o un’altra città,” prevede Satava.

Le potenzialità della chirurgia robotica vanno oltre l’operazione a distanza, “il compito del robot è principalmente quello di permettere al chirurgo di compiere operazioni che non sarebbe in grado di fare solo con le sue mani e gli strumenti che ha a disposizione”, aggiunge Satava. Questo sia per la “possibilità di lavorare in spazi più ridotti” di quelli necessari per introdurre le mani, sia per poter avere “un filtro antitremore per operare in spazi molto ristretti con movimenti sicuri”.
Infine, conclude Satava, “il terzo vantaggio è la precisione: un essere umano è in grado di posizionare gli strumenti solo in relazione alla sensibilità della sua vista, circa un decimo di millimetro. Un robot riesce a farlo dieci volte meglio quindi possiamo essere più precisi e accurati nella piccola chirurgia.”

Satava delinea quindi una trasformazione della medicina e dei dottori che diventano “manager dell’informazione” e non più meri operatori. Il sistema informativo è proprio il robot che fornisce una rappresentazione del paziente e recepisce ed interpreta i comandi del chirurgo muovendo i propri bracci. Maggiori sono le informazioni sul paziente e migliore sarà la capacità decisionale del chirurgo, utilizzando ad esempio “doppie immagini per una visione tridimensionale, raggi X da unire al video reale. Cose che l’uomo da solo non sarebbe fisicamente in grado di fare”, chiarisce Satava.

Il futuro della medicina, secondo Satava, va oltre il miglioramento degli interventi di prima: “cominceremo a fare ricerca nella genetica, sui cromosomi e singole cellule. Ciò che vedremo nel futuro è una chirurgia in grado di operare all’interno delle cellule e rimuovere sezioni di cromosomi e geni. Possiamo fare cose che sarebbero impossibili come esseri umani senza il robot: nel senso che l’uomo è in grado di fare manipolazioni genetiche, ma non senza il robot. Posso fare telechirurgia con le mie mani, ma non senza usare il robot.”




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