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In Italia, su 600 mila nascite vi sono circa 4 mila bambini affetti da cardiopatie congenite. Negli ultimi anni, l’evoluzione in campo cardiologico ha consentito il trattamento di alcune di queste patologie con procedure mini-invasive. Il dott. Paolo Guccione, direttore del laboratorio di Emodinamica del Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesu di Roma sostiene che “sono stati raggiunti traguardi in passato impensabili, i difetti interventricolari vengono corretti con il catetere ed alcune patologie come la perveità del dotto arterioso, non hanno praticamente più bisogno dell’intervento del cardiochirurgo”.
La terapia dei difetti cardiaci congeniti con catetere è meno invasiva rispetto all’intervento chirurgico in circolazione extracorporea. Le prime sperimentazioni risalgono al 1953 ma il vero inizio dell’emodinamica interventistica pediatrica fu nel 1966, quando i dottori Rashkind e Miller introdussero la settostomia atriale con palloncino, aprendo le possibilità al trattamento non-chirurgico delle cardiopatie congenite.
Le innovative procedure d’intervento oggi sono utilizzate anche per la popolazione di pazienti adulti affetti da cardiopatia congenita che in Italia sono circa 75 mila. In passato questi pazienti erano costretti a sottoporsi più volte nel corso della vita ad interventi chirurgici, spesso a causa del deterioramento nel tempo di valvole impiantate o per l’eliminazione di difetti residui da interventi precedenti.
Oggi è possibile eseguire la sostituzione della valvola polmonare senza bisturi.
“L’innovazione”, dice Guccione, “consiste nella possibilità di limitare il numero degli interventi chirurgici sullo stesso paziente, garantendo con un sistema a basso rischio, una valvola continente ai pazienti in cui quella precedentemente applicata dal chirurgo ha smesso di funzionare”. La tecnica, sviluppata dal prof. Philipp Bonhoeffer, direttore della Cardiologia e del laboratorio di emodinamica dell’ospedale pediatrico Great Ormond Street di Londra, ad oggi è stata eseguita su qualche centinaia di pazienti al mondo.
“L’intervento” spiega il dr. Guccione ”si esegue in anestesia generale, ha una durata di circa due ore e si effettua in seguito ad una risonanza magnetica,la quale occorre per capire perfettamente l’anatomia e la posizione che deve essere data alla valvola giugulare bovina introdotta con tecnica percutanea nella vena femorale”. “In Italia” dice Guccione, "l’utilizzo di questa metodica è iniziato nell’aprile dello scorso anno nei seguenti centri: San Donato, Bologna, Massa, Ancona e Roma dove, nello specifico, ad oggi sono qualche decina i soggetti trattati”, aggiunge, ”i risultati sono molto incoraggianti, infatti, i primi pazienti trattati nel mio dipartimento a distanza di un anno dimostrano che la valvola polmonare continua a funzionare e riferiscono un significativo miglioramento della loro qualità di vita in termini di capacità lavorativa e di benessere di base”. Per i pazienti, i notevoli vantaggi di questa procedura d’intervento sono: l’assenza di cicatrici, l’assenza di terapia intensiva, la riduzione della degenza a soli due giorni e la riduzione del periodo di convalescenza.
Glossario:
cardiopatie congenite: malformazioni del cuore che si verificano in conseguenza di un'alterazione del normale sviluppo del cuore dell'embrione.
settostomia atriale con palloncino: procedura interventistica che consente di creare un piccolo difetto a livello del setto interatriale per il passaggio di sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro
tecnica percutanea: tecnica chirugica con accesso che può essere transfemorale, transbrachiale o trans giugulare
Link di approfondimento:
Il cardiopatico congenito adulto