In Italia il 79% dei medici utilizza la Rete per l’aggiornamento professionale a distanza
(fonte: Univadis). L’educazione continua in medicina (EMC), in Italia, è stata introdotta con un decreto legge del ’99. La normativa rivolta a circa 900.000 operatori sanitari prevede la partecipazione obbligatoria a congressi, corsi, esercitazioni al fine di mantenere elevata e al passo con i tempi la professionalità in ambito sanitario.
Tra i primi progetti on line “ECCE” è stato promosso dall’agenzia italiana del farmaco (AIFA).
Il sito attivo dal 2005 conta circa 150 mila iscritti tra medici (39 mila), infermieri (105 mila) e farmacisti (1500) (fonte: Plos Medicine).
Gli operatori sanitari registrati al sito, dopo aver seguito un percorso di apprendimento costruito su casi clinici reali, possono rispondere ad un questionario e in caso di completamento senza errori, ricevere dei crediti formativi. Negli Stati Uniti a differenza dei paesi europei il superamento con successo del programma di aggiornamento prevede una ricertificazione della professionalità dell’operatore sanitario.
In tema di educazione continua in medicina, però, non mancano dibattiti sull’efficacia della formazione a distanza. Uno studio condotto su campione di circa cento medici statunitensi ha messo a confronto il metodo tradizionalista e la formazione a distanza, valutando il livello di conoscenza dei medici prima di iniziare il corso, alla conclusione e 12 settimane dopo.
I medici che hanno seguito il corso su Internet rispetto ai colleghi del corso tradizionale hanno mostrato una maggiore crescita professionale quantificabile in termini di una migliore accuratezza nella diagnosi e nella prescrizione (Fonte: Jama).

