Il medico di famiglia è la figura professionale sanitaria verso la quale i cittadini italiani hanno maggiore fiducia (64,3%) seguito dal medico specialista privato (32,1%) e dal medico ospedaliero (13,3%). Circa due terzi dei pazienti consultano il proprio medico di famiglia per decisioni importanti sulla salute (Fonte: Istat). Secondo il dott. Ettore Vitali, presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, la comunicazione tra medico e paziente è cambiata rispetto al passato: i pazienti oggi sono più informati e desiderano avere un ruolo attivo nelle scelte che riguardano la salute. Su questo tema si sono confrontati i medici partecipanti al 3° incontro “Il Futuro della Sanità” tenutosi il 2 dicembre a Milano. L’incontro ha segnato l’inizio di un dibattito sulla comunicazione tra medico e paziente che proseguirà on line attraverso il forum “Il Futuro della Sanità”, a cui sono iscritti oltre 400 medici appartenenti a specialità diverse.
Durante l’evento il dott. Vitali ha illustrato i principi della “Carta di Firenze” a cui i medici dovrebbero ispirarsi per comunicare diagnosi e terapie ai pazienti. La “Carta di Firenze”, un codice elaborato dal dott. Vitali nel 2005 in collaborazione con un gruppo di operatori sanitari a livello nazionale, ha introdotto importanti novità nel rapporto tra medico e paziente. Tra gli aspetti citati nel documento i principali riguardano la comunicazione e l’umanità del professionista sanitario. La “Carta di Firenze” prevede, infatti, per i medici l’utilizzo di un linguaggio comprensibile, la disponibilità a dedicare più tempo al dialogo con il paziente e a fornire un'informazione esaustiva sulla diagnosi e la terapia. Altri aspetti importanti sono l'autonomia di scelta del malato e la condivisione delle responsabilità nella scelta terapeutica. La novità del modello di relazione tra medico e paziente consiste quindi nel trasferimento di potere decisionale in materia di salute dal medico verso il malato e verso una decisione “condivisa” dalle due parti.

