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CORRIERE DELLA SERA - 22.03.2009
Si può fare. Il progetto Trauma Pod ha superato il primo esame di pratica: ha inserito un raccordo di plastica (shunt) nel vaso sanguigno danneggiato della gamba di un manichino e ha effettuato un intervento di sutura su un addome perforato. Si tratta di due delle lesioni più comuni prodotte da un' arma da fuoco. Il punto è che stiamo parlando di guerra. Trauma pod è un robot-chirurgo voluto dalla Darpa (l' agenzia della Difesa degli Stati Uniti) per i campi di battaglia. O meglio, è un' intera équipe di 13 macchine intelligenti, posizionate in un guscio blindato mobile: un chirurgo e altri dodici tra infermieri, ferristi, sterilizzatori e lettino che monitora le funzioni vitali, somministra ossigeno, fluidi e anestesia. Il tutto comandato a distanza, da un chirurgo «vero».
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