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PAGINE MEDICHE.it - 03.04.2009
Rivoluzionare, almeno per quanto riguarda il carcinoma bronchiolo alveolare (Bac), l’approccio chirurgico, sostituendo gradualmente la lobectomia, in auge da vent’anni, con interventi sempre più conservativi, in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti e le loro aspettative di sopravvivenza. Questo l’ambizioso obiettivo dell’U.O. di Chirurgia Toracica dell’Ausl di Forlì, diretta dal dottor Davide Dell’Amore, in qualità di capofila di uno studio multicentrico che coinvolge, al momento, i principali centri di chirurgia toracica dell’Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio-Emilia, Parma).
L’esigenza di approfondire tale impostazione terapeutica è nata da evidenze locali che hanno trovato conferma grazie ai rapporti allacciati col professor Ken Kodama, vice-direttore dell’Osaka Medical Center for Cancer and Cardio-Vascular Diseases di Osaka e pioniere della chirurgia toracica conservativa.
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