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CORRIERE DELLA SERA - 10.05.2009
A volte vorrebbero solo più attenzione e rispetto; si sentono lasciati soli e temono che non si stia facendo abbastanza per curarli. Così molto spesso si insinua il sospetto di essere vittima di errore medico, anche quando l' errore non c' è stato. È quanto emerge da diverse testimonianze di pazienti raccolte nel rapporto Pit Salute, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva sulla base di oltre 25 mila segnalazioni giunte nel 2008. «La malpractice, pur confermandosi il principale problema avvertito da chi ci contatta, spesso risulta, alla verifica dei fatti, essere frutto di un pessimo rapporto medico-paziente e di una comunicazione carente, soprattutto in ospedale» afferma Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato.
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