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case study

Recurrent Multiple Myeloma at Clivus & C1
Una lunga storia di recidive di Mieloma Multiplo ha portato il paziente a molteplici trattamenti tra cui radioterapia, chemioterapia, trapianto di cellule staminali e chirurgia. Per il controllo di ulteriori recidive l’unica opzione plausibile è stata la radiochirurgia. Scarica il...

pubblicazioni scientifiche

Intrafractional motion of the prostate during hypofractionated radiotherapy
Y. Xie et al. Int. J. Radiation Oncology Biol. Phys., Vol. 72 DOI:10.1016/j.ijrobp.2008.04.051 L’Università di Stanford e la UCSF di San Francisco hanno condotto uno studio retrospettivo sul tracking del movimento della prostata durante una seduta di radioterapia con il...

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Radiochirurgia

La radiochirurgia utilizza le radiazioni ionizzanti per colpire e distruggere i tessuti. Elevate dosi di radiazione vengono indirizzate e concentrate sul tumore o sulla lesione da trattare e grazie all’accuratezza garantita da questa tecnica, è possibile risparmiare i tessuti sani che circondano la lesione.

La radioterapia per la cura del tumore al polmone

Il tumore ai polmoni è una delle prime cause di morte negli Stati Uniti. In Italia vi sono circa 250 mila nuovi casi di tumore al polmone ogni anno con oltre 35 mila morti (fonte: AIRC). “Negli Stati Uniti il trend fino al 2005 era in costante aumento, ma la rigorosa politica anti-fumo adottata da quel Paese oltre ad una diagnostica sempre più precoce ha fatto sì che dal 2006 la curva di crescita si è appiattita”, spiega il dott. Alberto Brambilla chirurgo generale toracico, già direttore dell'U.O.C. di Chirurgia II dell'Ospedale San Carlo Borromeo.

Per intervenire sul tumore al polmone la chirurgia ha, fino ad oggi, rappresentato il trattamento migliore. Oggi si è scoperta anche un’altra tecnica di intervento meno invasiva: la radioterapia mirata. “Fino a qualche anno fa la radioterapia era riservata ai casi di neoplasie inoperabili, sempre comunque in associazione con la chemioterapia”, racconta Brambilla.

“La radioterapia convenzionale irradia una superficie estesa dell'organo da trattare; per cui, per non provocare un eccesso di radiazioni anche nei tessuti sani, è necessario somministrare un basso dosaggio di raggi in un numero considerevole di sedute terapeutiche, da 15 a 30 a seconda dell'organo interessato,” spiega Brambilla, “la tecnica di radioterapia mirata (CyberKnife) permette ora di trattare anche tumori del polmone al I stadio, cioè al livello più basso della malattia, in quei pazienti che per controindicazioni respiratorie o cardiache non possono essere operati o nei pazienti che rifiutano l'intervento chirurgico.”

La chirurgia rimane l’intervento consigliato, il gold standard, per i tumori ai polmoni, ma è da poco partita negli Stati Uniti una sperimentazione che “potrebbe portare, tra qualche anno, a grossi cambiamenti nella scelta della metodica terapeutica migliore”, anticipa Brambilla. Lo studio coinvolge cinque grandi ospedali dotati sia di reparti di chirurgia toracica sia di centri di radioterapia per uno studio in cui un paziente affetto da un tumore polmonare allo stadio iniziale viene indirizzato o alla sola radioterapia con CyberKnife o all'intervento chirurgico secondo un protocollo rigoroso, rappresentando di fatto “una rivoluzione epocale: è la prima volta che in patologia polmonare si pone una alternativa tra chirurgia e radioterapia”, dichiara Brambilla.

“In Italia sono ancora pochi i casi in cui un paziente viene inviato ad un trattamento radioterapico perché il chirurgo toracico è ancora molto diffidente nei confronti della radioterapia dato che la chirurgia è tuttora la scelta consigliata e soprattutto perché la metodica non è ancora molto conosciuta. Nei due centri di Milano e Vicenza dove si pratica questo intervento sono però già stati trattati circa 150 casi”, conclude Brambilla.

I dati e le informazioni contenuti nel presente articolo hanno carattere scientifico e divulgativo e non sono destinate a fornire l'indicazione di trattamenti terapeutici adottabili fuori dal controllo medico. In caso di necessità, si raccomanda di consultare il proprio medico curante che è l'unico in grado di individuare caso per caso i corretti trattamenti sanitari e farmacologici più adeguati. ab medica declina ogni responsabilità con riferimento alle conseguenze di un uso dei contenuti del presente articolo non conforme alla finalità per le quali è stato pubblicato.

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La radioterapia sintomatica palliativa riveste una grandissima importanza nella cura dei sintomi legati al tumore e alle sue metastasi, per questo, spiega Alessandra Mirri, Direttore dell’Unità Operativa complessa di Radioterapia dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma: “nella nostra struttura abbiamo...

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