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SPECIALISTI

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case study

Anterior Communicating Artery Aneurysm
Aneurisma non rotto stimato intorno ai 5mm di larghezza, a largo colletto (4-6mm) della comunicante anteriore. Nella sacca aneurismatica vengono introdotte spirali sfericoidali di misura decrescente dai 6mm ai 3mm. L'aneurisma viene completato con 2 spirali elicoidali del diametro di...

pubblicazioni scientifiche

Preliminary experience of cerecyte coils in the treatment of intracranial aneurysms
M. Leonardi et al. Interventional neuroradiology 14:285-292,2008 Studio retrospettivo di aneurismi trattati con spirali bioattive. Presi in considerazione 44 aneurismi trattati tra luglio 2005 e dicembre 2007. I risultati mostrano come 30 aneurismi sono completamente esclusi dal circolo, 13 aneurismi...

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Neuroradiologia

La Neuroradiologia è una specialità medica relativa alla diagnosi ed al trattamento del cervello, la colonna vertebrale, la testa ed il collo e lesioni vascolari, utilizzando raggi-x, campi magnetici, onde radio e ultrasuoni.

Gli aneurismi curati con la flow diversion

La cura degli aneurismi è uno dei primi obiettivi per evitare gli ictus cerebrali. Il metodo tradizionale di cura consiste nell’utilizzo di spirali inserite all’interno della sacca che si crea a lato del vaso sanguigno. Tuttavia questo sistema non è ideale per curare gli aneurismi molto grandi, oltre 1 cm di diametro, perché si crea una gomitolo di platino che riempie l’aneurisma e che può creare dei problemi.

Una nuova tecnica, la flow diversion, permette oggi di trattare gli aneurismi con una protesi, indipendentemente dalla loro grandezza. Questa tecnica è già in uso presso l’Ospedale Bellaria di Bologna da parte del prof. Marco Leonardi, direttore della divisione di neuroradiologia, dove nell’arco di un anno sono stati curati circa trenta pazienti utilizzando questo metodo. Questa procedura è in uso anche in Francia dove sono stati curati oltre 30 pazienti, in Turchia e in Germania.

L’uso dello stent, un protesi cava metallica inserito nei vasi sanguigni per escludere la sacca dell’aneurisma dal flusso del sangue, “è nato da 5/6 anni e ha dato la possibilità di affrontare anche aneurismi con un colletto largo che in questi anni hanno visto diversi tentativi di cura mai completamente risolutivi come l’utilizzo dei palloncini” spiega Leonardi.

Questo nuovo tipo di stent permette in alcuni casi di far chiudere dopo qualche mese l’aneurisma da solo, sottraendo il flusso sanguigno alla sacca, “tuttavia – chiarisce Leonardi - questo metodo funziona quando l’aneurisma ha una posizione laterale ed il vaso sanguigno non è troppo piccolo.”

Questa tecnica ha aperto una strada ad un nuovo approccio che “in futuro forse permetterà di gestire anche aneurismi diversi come ad esempio quelli sulle arterie di 2 mm oggi non trattabili” prevede Leonardi. Per questo motivo nella riunione biennale che in questi giorni raduna i migliori neuroradiochirurghi del mondo in Canada il tema del flow diversion sarà uno dei temi principali che verranno affrontati.

I dati e le informazioni contenuti nel presente articolo hanno carattere scientifico e divulgativo e non sono destinate a fornire l'indicazione di trattamenti terapeutici adottabili fuori dal controllo medico. In caso di necessità, si raccomanda di consultare il proprio medico curante che è l'unico in grado di individuare caso per caso i corretti trattamenti sanitari e farmacologici più adeguati. ab medica declina ogni responsabilità con riferimento alle conseguenze di un uso dei contenuti del presente articolo non conforme alla finalità per le quali è stato pubblicato.

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articoli divulgativi

L’ipotermia terapeutica indotta (I.T.I.)
Per ipotermia terapeutica indotta si intende un abbassamento della temperatura corporea centrale a scopo terapeutico a 32/33° rispetto ai valori normali di 36/37°. Questa tecnica viene utilizzata su tutti i pazienti affetti da sofferenza cerebrale per attenuare possibili forme di...

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