Radiochirurgia
CyberKnife Society
Associazione Italiana Radio-Terapia oncologica
L'Associazione Italiana di Neuro-Oncologia
Società Italiana di Neurochirurgia
European Society for Therapeutic Radiology and Oncology
European School of Oncology
American Society for Therapeutic Radiology And Oncology
Journal of Neurosurgery
Neurosurgery
International journal of radiation oncology biology physics
Fondazione IRCCS Istituto Neurologico "Carlo Besta"
« VIA IL DISTURBO SENZA CICATRICI: LA NUOVA TECNICA ANTI-REFLUSSO | Main | DA VINCI, UN ROBOT NELLA SALA OPERATORIA DELL'OSPEDALE MIULLI »
La radioterapia stereotassica è una tecnica che utilizza un sistema di posizionamento di precisione per l’irradiazione delle neoplasie, questo consente l'erogazione di una singola dose di radiazioni su un bersaglio ben delimitato, evitando in tal modo l'eccessiva esposizione dei tessuti sani circostanti grazie alla elevata conformità della distribuzione di dose con ripido gradiente alla periferia.
Questa tecnica è stata inizialmente sviluppata per tumori con processi espansivi maligni e benigni dell’encefalo non suscettibili di trattamento chirurgico tradizionale.
Negli anni la tecnica, con gli opportuni adattamenti dei frame stereotassici, si è mostrata utile anche per lesioni neoplastiche in sedi extracraniche.
Il primo centro italiano ad utilizzare trattamenti di radioterapia stereotassica extracranica è stato nel 2002 la divisione di radioterapia della Casa di Cura S.Chiara di Firenze, centro a direzione universitaria affidata al prof. Franco Casamassima.
Le modalità di erogazione del trattamento da allora si sono evolute ed oggi la tecnica viene ancora chiamata “stereotassica” per convenzione, ma la precisione del trattamento non è più affidata a “frame” esterni ma utilizza modalità IGRT (Image Guided Radio Therapy).
Anche le indicazioni di intervento si sono estese. Tra i pazienti curati nel centro fiorentino sempre più sono presenti casi di recidiva di malattia dopo un trattamento radioterapico tradizionale eseguito altrove. In questi casi gli organi sani circostanti hanno già ricevuto una dose di raggi dal primo trattamento e di conseguenza è necessario una tecnica di ritrattamento ad alta concentrazione di dose per minimizzare quella che comunque raggiungerà gli organi sani. E’ inoltre presente una nuova categoria di pazienti, detti “oligometastatici”: pazienti che per una favorevole biologia del tumore o per il successo dei trattamenti sistemici hanno poche (3-4) lesioni secondarie in pochi (1-2) organi. In questi pazienti una “ablazione“ radioterapica delle metastasi ha un favorevole impatto sia sulla qualità di vita che sulla sopravvivenza, in linea con i già noti risultati delle “metastasectomie” chirurgiche.
Lo scopo, detto in parole semplici, sarebbe quello di poter eseguire una “chirurgia radioterapica” dove la chirurgia tradizionale non può arrivare.
Forte delle esperienze in queste direzione, l’equipe fiorentina diretta dal prof. Casamassima ha sentito la necessità di implementare le possibilità tecniche affiancando alla tecnologia già presente una macchina robotizzata che accanto all’alta precisione nella distribuzione della dose, fornisce una guida IGRT ed la possibilità di “seguire” gli spostamenti respiratori della lesione da trattare, particolarmente nel polmone e nel fegato.
Per la più razionale utilizzazione di queste macchine e valutarne appieno l’appropriatezza di impiego il prof. Casamassima si propone di creare un team di specialisti (Oncologi Medici, Chirurghi, Radiologi interventivi ecc.) per meglio definire i criteri di selezione dei pazienti e raccogliere i risultati secondo i dettami della Evidence Based Medicine.