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Il prossimo martedì primo dicembre alle ore 19 si celebra presso l'Hotel Four Seasons di Milano il decennale della chirurgia robotica in Italia. Una ricorrenza che certifica l’eccellenza italiana in questo fondamentale campo della medicina, della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Il nostro Paese è, infatti, secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti, per numero di robot installati e per numero e qualità degli interventi.
All’evento, promosso da ab medica, partecipano due tra i più importanti esperti mondiali: Pier Cristoforo Giulianotti, MD, Lloyd M. Nyhus Professor of Surgery, Chief of Minimally Invasive, General and Robotic Surgery, University of Illinois di Chicago e Lonnie M. Smith, President and CEO di Intuitive Surgical Inc.
I loro interventi illustreranno la storia della chirurgia robotica dalle prime pionieristiche applicazioni, alle attuali realtà consolidate, alle prospettive future e ai nuovi ambiti di utilizzo.

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Sette anni di radiochirurgia in Europa

La radiochirurgia Cyberknife® è presente in Europa da ormai sette anni. Introdotto per la prima volta in Italia nel 2003 presso l'Ospedale Civile San Bortolo di Vicenza, il sistema è stato adottato in molte altre strutture e migliaia sono i pazienti che hanno già sperimentato il trattamento.
Il trattamento con CyberKnife® avviene infatti in regime ambulatoriale senza la necessità di un ricovero ospedaliero. Attualmente sono oltre 70 mila i pazienti trattati nel mondo e 176 le postazioni presenti, fra cui 18 in Europa e 4 in Italia. In particolare a Vicenza presso l’Ospedale Civile San Bortolo, a Milano presso il Centro Diagnostico Italiano (CDI), l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l’Azienda Ospedaliera "Ospedale San Carlo Borromeo", a Firenze presso la Casa di Cura Santa Chiara, e a Messina presso il Policlinico Gaetano Martino.

Il 10 ottobre scorso si è tenuto proprio in Italia, a Milano, il primo incontro europeo di tutti i medici utilizzatori di questa tecnologia (il CyberKnife® Meeting EPDC - European Protocol Development Committee). Durante l’incontro è stato presentato anche il sito “Radiochirurgia.tv” che ha lo scopo di presentare la tecnica del CyberKnife®, approfondirne i campi di applicazione, raccogliere le esperienze dei Centri italiani utilizzatori del Cyberknife® attraverso interviste sia ai Team (Radioterapisti, Chirurghi e Fisici) che utilizzano l’apparecchiatura in Italia, sia a pazienti che sono guariti grazie al trattamento. L’obbiettivo non è solo quello di incentivare la comunicazione tra i medici utilizzatori, ma di diventare un punto di riferimento per i pazienti italiani, oltre che un punto di ritrovo "virtuale" per gli specialisti che si vogliono confrontare con i propri colleghi sull’utilizzo di questa tecnologia.
Negli ultimi anni, infatti, l’introduzione del Sistema CyberKnife® ha rivoluzionato la terapia radiochirurgica non solo per il trattamento dei tumori cerebrali, ma anche per quelli extra-cranici (ambito questo che amplia notevolmente il raggio d’azione del sistema rispetto alle altre tecnologie disponibili che non sono, ad oggi, in grado di allargarsi al resto del corpo).
La radiochirurgia è una tecnica che utilizza radiazioni ionizzanti per intervenire sui tumori e altri tipi di lesioni con intento ablativo e in maniera non invasiva. Le radiazioni ionizzanti, generate da materiali radioattivi (come il CO60) o da particolari apparecchiature quali gli acceleratori lineari (LINAC) vengono indirizzate sotto forma di fasci verso il bersaglio da colpire, il tumore, in modo che le cellule (neoplastiche o mal formative) vengano danneggiate o distrutte. La radiochirurgia non è invasiva e non richiede generalmente il ricovero del paziente, né tempi di recupero dopo il trattamento. Inoltre con questa tecnica è possibile raggiungere zone all'interno della testa o del corpo del paziente talvolta difficilmente raggiungibili con la chirurgia tradizionale, soprattutto nei casi di tumori in stadio avanzato che coinvolgono strutture ed organi adiacenti alla neoplasia.
Il CyberKnife® è un sistema di radiochirurgia non invasiva che, sfruttando la robotica e un sistema di guida mediante immagini combinate (tac – risonanza magnetica), rende possibili interventi radiochirurgici e di radioterapia senza effettuare tagli. L’apparecchiatura si pone come alternativa alla chirurgia tradizionale per il trattamento di patologie maligne, benigne, malformative o funzionali ubicate praticamente ovunque nel corpo. Questo tipo di trattamento somministra alte dosi di radiazioni con estrema precisione e offre nuove opportunità ai pazienti con tumori inoperabili, a coloro che sono affetti da complicanze cardiache o respiratorie tali da rendere impossibile l’intervento chirurgico o, infine, a coloro che rifiutano l’opzione chirurgica.




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