Radiochirurgia
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Fondazione IRCCS Istituto Neurologico "Carlo Besta"
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La cefalea a grappolo è un tipo cefalea trigeminale autonomica dalla genesi molto complessa che colpisce generalmente la zona retro orbitale della testa ed è tipicamente associata a fenomeni vegetativi (es. vasodilatazione cutanea e congiuntivale, lacrimazione, congestione nasale). Questa cefalea si manifesta con attacchi che possono durare fino a 180 minuti ed è definita in inglese “suicidal headache” perché induce dolori così atroci da essere considerato il tipo di dolore più severo che un essere umano possa provare.
“Questo disturbo provoca dolori lancinanti, incontrollabili ed estremamente invalidanti. La risposta alla terapia medica può essere insoddisfacente oppure gravata da severi effetti collaterali ” spiega il Dott. Pantaleo Romanelli esperto in neurochirurgia funzionale e radiochirurgia stereotassica presso l’IRCCS Neuromed, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dedicato al trattamento delle patologie del sistema nervoso centrale.
La refrattarietà ai trattamenti farmaceutici di questa patologia ha stimolato la necessità di perseguire lo sviluppo di cure alternative. A tal proposito, il Dott. Romanelli, grazie ad una lunga esperienza sul campo maturata negli Stati Uniti con il Dott. Pat Kelly della New York University e il Dott. John Adler della Stanford University con il quale ha contributo a sviluppare il primo protocollo di trattamento CyberKnife per la nevralgia del trigemino, sta oggi lavorando allo sviluppo di un protocollo di radiochirurgia stereotassica CyberKnife per il trattamento della cefalea a grappolo.
Come spiega il Dott. Romanelli: “ la procedura individua il ganglio esfenopalatino, un ganglio nervoso periferico collocato sotto l’occhio e dietro il naso, come bersaglio su cui concentrare centinaia di sottili fasci di radiazioni in grado di modulare la trasmissione nervosa e produrre un miglioramento sintomatologico della malattia. L’iniezione di lidocaina, di glicerolo oppure di fenolo nel ganglio esfenopalatino, o ancora la resezione chirurgica e la termoablazione sono metodiche che, in passato, hanno indotto sostanziali miglioramenti in pazienti affetti da cefalea a grappolo. Si trattava, però, di procedure invasive e, molto spesso, di efficacia limitata o temporanea. L’utilizzo della radiochirurgia con il CyberKnife apre la strada per un trattamento del tutto innovativo, completamente non invasivo, con ottime probabilità di ottenere buoni risultati rispetto al controllo del dolore senza, nel contempo, avere complicanze ed effetti collaterali particolarmente devastanti”.
Ad oggi questa tecnica è stata utilizzata con successo presso lo Stanford University Medical Center, l’istituto Iatropolis di Atene e lo European Cyberknife Center di Monaco di Baviera.
I risultati preliminari del trattamento sono stati presentati in occasione dell’8th Annual CyberKnife Users’ Meeting (5 febbraio 2009 a Miami) e del 58° Congresso Nazionale SINch (16 ottobre 2009) oltre che al recente European Cyberknife Users’ Meeting tenutosi a Milano (10 ottobre). Nei primi mesi del 2010 il Dott. Romanelli avvierà per conto della CyberKnife Society uno studio multicentrico internazionale al fine di studiare l’effetto del trattamento CyberKnife della cefalea a grappolo in un gruppo di pazienti selezionati.