ab medica s.p.a. sviluppa e diffonde i prodotti medicali più innovativi nei settori della Robotica, Chirurgia mininvasiva, Cardiologia interventistica, Radiologia, Anestesia e Rianimazione.

SPECIALISTI

ab medica segue i professionisti della Cardiologia fornendo il meglio delle tecnologie esistenti.

eventi

18-21 luglio 2010 - Chicago, IL (USA)
PICS & AICS 2010

22-24 luglio 2010 - Belo Horizonte, Brasile
SBHCI 2010

28 agosto - 1 settembre 2010 - Stoccolma
ESC Congress 2010

case study

Transcatheter PDA closure of 68 year-old, 63 years after surgical PDA closure
Amplatzer PDA Occluder case study Il case report del Dr John Bass della University of Minnesota riguarda il trattamento del dotto di botallo con il device PDA Amplatzer. La procedura viene eseguita inserendo un catetere nella vena femorale destra; raggiunta...

pubblicazioni scientifiche

Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo
Circulation, Journal of the American Heart Association, February 27, 2007 L'Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo nasce nel 1993 a Milano dall’ispirazione e dalla volontà di un gruppo di medici volontari italiani, guidati dal Prof. Alessandro Frigiola e dalla Prof.ssa Silvia...

« IL GIORNO DELLA SPERANZA | Main | SANT'ANDREA: EMODINAMICA A PIENO REGIME ENTRO NATALE »

Cardiologia

Le patologie legate a problemi cardiologici dell’età evolutiva possono essere diagnosticate addirittura in fase prenatale, e trattate con sistemi non invasivi che permettono di chiudere i difetti interatriali per via percutanea senza ricorrere alla chirurgia invasiva.

Curare la coartazione dell’aorta

La coartazione dell’aorta è una delle cardiopatie congenite più importanti: con un’incidenza all’interno di tutte le cardiopatie tra il cinque e l’otto percento, colpisce maggiormente i soggetti di sesso femminile con un rapporto di tre a uno rispetto ai maschi.
“La patologia può manifestarsi in modi differenti nei diversi periodi della vita: ad esempio, può esserci una diagnosi alla nascita con manifestazioni cliniche molto importanti, come uno scompenso cardiocircolatorio legato all’incapacità del cuore di adattarsi in modo sufficiente a un restringimento della aorta” - spiega il dott. Massimo Chessa, esperto in cardiopatie congenite presso il Policlinico di San Donato - "in altre situazioni, la zona di restringimento dell’aorta non è così importante da determinare un quadro clinico immediato, ma permette al cuore e al ventricolo sinistro di adattarsi, conseguentemente il bambino cresce e la diagnosi può essere fatta più tardivamente”.

Il sospetto diagnostico nasce per ragioni come l’assenza di pulsazione delle arterie femorali di un bambino o la comparsa dell’ipertensione arteriosa nell'adolescente e nel giovane adulto. La diagnosi avviene generalmente grazie ad un ecocardiogramma che permette di visualizzare la parte ristretta e valutare funzionalmente, con il doppler e con il colordoppler, la presenza di questa zona di restringimento. Qualora vi sia la necessità di un’ulteriore definizione anatomica, si può ricorrere a un cateterismo cardiaco e quindi ad una valutazione angiografica, oppure a una risonanza magnetica che permette una ricostruzione tridimensionale del vaso aortico e una possibilità di valutare le opzioni terapeutiche in modo più accurato.
Le opzioni terapeutiche possono essere sia chirurgiche che percutanee: ovvero il trattamento mediante l’utilizzo di cateteri introdotti dai vasi femorali. “Dal punto di vista chirurgico”, spiega il dott. Chessa, “si possono ricordare principalmente tre diverse tecniche: ‘il posizionamento di un patch’, che consiste nell’incisione della zona ristretta e nell’applicazione di un patch di tessuto per allargare questa porzione del vaso aortico. ‘il posizionamento di un condotto, nel quale viene asportata una porzione della zona a monte e a valle della parte ristretta e applicato un piccolo condotto che s’interpone tra i due monconi del vaso aortico. Ed infine, la procedura più utilizzata per i pazienti in età neonatale e in età pediatrica: la tecnica termino-terminale, così definita perché, dopo la sezione e l’asportazione di una porzione a monte e a valle della zona ristretta, viene eseguita un’anastomosi diretta, ossia un ricongiungimento diretto dei due monconi a monte e a valle in grado di ricreare la giunzione completa del vaso".
“Il trattamento chirurgico è, ” a giudizio del dott. Chessa, ”più indicato in età neonatale; dopo i 25/30 chili di peso invece, è possibile approcciare il problema con una tecnica percutanea, ovvero mediante l’interposizione di uno stent, una sorta d’impalcatura metallica cilindrica che viene posizionata attraverso una guida che permettere di liberare lo stent che viene dilatato per provocare un allargamento della zona ristretta”.
È importante rilevare che sia dopo la chirurgia che dopo il trattamento percutaneo è possibile che la zona su cui si è intervenuti abbia un nuovo restringimento determinato dalla crescita del soggetto, e per tale motivo può essere necessaria una seconda procedura. Il dott. Chessa spiega che: “generalmente in caso di ristenosi - ovvero quando la differenza pressoria tra la porzione a monte e la porzione a valle dell’aorta è superiore ai 25/30 millimetri di mercurio – il secondo trattamento è una procedura percutanea e consiste, qualora la ristenosi si rimanifesti dopo il posizionamento di uno stent, in una seconda e talvolta una terza dilatazione dello stesso, fino a ottenere i risultati prefissati”.
Per questo motivo è fondamentale monitorare il risultato terapeutico mediante il controllo della pressione arteriosa, dell’elettrocardiogramma sottosforzo e, se vi è stato il posizionamento di uno stent, può essere utile eseguire una TC Spirale, che permetta una visualizzazione dello stent e una ricostruzione tridimensionale del vaso.
“I risultati dell’intervento percutaneo” - conclude il dott. Chessa - “sono generalmente ottimi: l’indice di recidiva dopo procedure di questo tipo è difatti inferiore al 10%”.

I dati e le informazioni contenuti nel presente articolo hanno carattere scientifico e divulgativo e non sono destinate a fornire l'indicazione di trattamenti terapeutici adottabili fuori dal controllo medico. In caso di necessità, si raccomanda di consultare il proprio medico curante che è l'unico in grado di individuare caso per caso i corretti trattamenti sanitari e farmacologici più adeguati. ab medica declina ogni responsabilità con riferimento alle conseguenze di un uso dei contenuti del presente articolo non conforme alla finalità per le quali è stato pubblicato.

Pazienti

ab medica crea informazione affinchè i pazienti possano scegliere la soluzione migliore.

articoli divulgativi

Il telesoccorso pugliese
L’informatica nella sanità italiana stenta ancora a partire. Analizzando le aziende sanitarie si vede come solo il 7% permette il pagamento del ticket via web, il 22% consente di prenotare gli esami on line e il 19% dei casi è...

eventi