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In caso di pazienti che soffrono d’insufficienza renale, i cui reni abbiano smesso o stiano per cessare di funzionare, il trapianto d’organi da donatore vivente è sicuramente la miglior opzione di cura disponibile.
Il prof. Ugo Boggi, professore associato di chirurgia generale all’Università di Pisa e Direttore dell’Unita’ Operativa di Chirurgia Generale e Trapianti nell’Uremico e nel Diabetico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria pisana, struttura che esegue dal 1972 trapianti da donatori viventi tra i centri più attivi in tutta Italia spiega: “il trapianto da vivente è la soluzione migliore per queste persone, per il fatto che la durata attesa della funzione del rene è circa doppia rispetto a quella del trapianto da donatore cadavere e, a differenza di quest’ultimo che si realizza in condizioni d’urgenza dipendenti della disponibilità dell’organo, il trapianto può essere programmato e rende possibile applicare tecnologie straordinariamente avanzate come quelle del robot da Vinci”.
L’espianto tramite chirurgia robotica da Vinci consiste nel prelevare il rene utilizzando delle piccole incisioni, anziché una grande incisione, nella quale viene introdotta una telecamera che permette di visualizzare l’interno dell’addome e attraverso altre due o tre piccole incisioni, inserire degli strumenti miniaturizzati in grado di operare e prelevare il rene.
Questa tecnica, aggiunge il prof. Boggi, “è possibile anche senza il robot nella laparoscopia tradizionale, ma il da Vinci ha capacità altamente superiori rispetto alla laparoscopia standard per due motivi fondamentali, in primo luogo, il robot offre al chirurgo una visione in 3 dimensioni, ottimizzando la sua capacità operatoria superando la limitante visione bidimensionale. La seconda fondamentale differenza, è che la laparoscopia opera certo attraverso delle piccole incisioni, ma utilizzando degli strumenti rigidi, come se un chirurgo operando nella chirurgia tradizionale, avesse il gomito e i polsi ingessati, il robot, diversamente, ha degli strumenti che sono articolati nello stesso modo in cui è articolato il polso dell’uomo, anzi con alcuni artifici che rendono quest’articolazione per alcuni versi persino maggiore”.
Queste caratteristiche permettono al chirurgo di suturare in modo estremamente preciso, filtrando il tremore del medico e consentendo di aumentare le capacità della metodica laparoscopica, tutelando a pieno la salute della persona che dona, amplificando i margini di sicurezza e offrendo al donatore vantaggi non indifferenti: il primo, di tipo estetico, fa si che essendo il rene prelevato attraverso piccole incisioni ed estratto attraverso una piccola incisione nascosta nella zona sovra pubica, la ferita abbia dimensioni ridotte. Il secondo importante vantaggio è che operando senza tagliare, il dolor post- operatorio è assai minore, come racconta il professor Boggi: “una testimonianza di questa precoce ripresa post operatoria è la storia di un padre che ha donato un rene al bimbo di 4 anni e dopo solo 52 giorni è stato in grado di correre una mezza maratona”.
Il passo successivo, permetterà il prelievo del rene attraverso una singola, piccola incisione attraverso la quale verranno fatti passare tutti gli strumenti robotici e da quella stessa piccola incisione, che immaginiamo di nascondere sopra il pube come nel caso di un taglio cesareo, estrarre anche il rene donato.
Attualmente, l’iter che conduce al trapianto di rene da donatore vivente richiede una serie di accertamenti precisi volti ad appurare le condizioni di compatibilità tra il donatore ed il ricevente. In realtà aggiunge il prof. Boggi: “il trapianto da vivente consente anche, con alcune modulazioni, di superare alcune barriere di compatibilità per cui trapianti che una volta erano considerati incompatibili, oggi possono essere effettuati da donatore vivente. Nella fattispecie è necessario eseguire in primo luogo alcuni esami del sangue, esami molto semplici che servono anche come controllo generale per il donatore, superati questi, si procede con una serie di esami più approfonditi”.
In Italia esistono centri di trapianto accreditati in ogni regione, una lista completa è disponibile sul sito del Centro Nazionale Trapianti, organismo che si occupa della regolamentazione in materia di trapianto nel nostro paese.