ab medica s.p.a. sviluppa e diffonde i prodotti medicali più innovativi nei settori della Robotica, Chirurgia mininvasiva, Cardiologia interventistica, Radiologia, Anestesia e Rianimazione.

newsletter

e-mail

Rassegna stampa

« IN ARRIVO IL ROBOT CARDIOCHIRURGO? | Main | ROBOT DA VINCI OPERATIVO A SAN GIOVANNI ROTONDO »

<- back

Il futuro della comunicazione tra medico e paziente

Oggi i pazienti informati stanno ribaltando il rapporto con il medico. Tradizionalmente, “il medico era considerato come padre autorevole le cui indicazioni dovevano essere seguite alla lettera, oggi, i pazienti hanno esigenze molto più sofisticate e richiedono informazioni approfondite sia rispetto alle cure prescritte, sia riguardo al sistema sanitario in generale, alle strutture ospedaliere che li ospitano e, ovviamente, ai medici che li curano” spiega il prof. Richard Satava, professore di chirurgia alla University of Washington a Seattle e Senior Science Advisor al dipartimento militare di ricerca dell’esercito degli Stati Uniti.
Questi importanti cambiamenti nel rapporto medico- paziente sono direttamente riconducibili al progresso tecnologico: con la diffusione di interne, difatti, anche l’informazione medica è divenuta gradualmente sempre più accessibile agli utenti. Questa maggiore consapevolezza da parte dei pazienti sulla propria salute ha modificato il rapporto di completa subordinazione alle scelte del medico.

Questo cambiamento radicale, spiega il prof. Satava, “impone ai medici un maggior obbligo di trasparenza rispetto al modo in cui forniscono assistenza ai loro pazienti, riguardo alle cure ed i relativi risultati, alla propria professionalità e specializzazione”. Questi obblighi non riguardano solo il medico, ma anche le strutture ospedaliere ed amministrative alle quali il paziente si rivolge. “Negli Stati Uniti, ma non solo, questo tipo di abitudine inizia ad essere seguita grazie ai siti internet degli ospedali” - aggiunge il prof. Satava – “le quali utilizzano la rete come vetrina e allo stesso tempo come servizio di pubblica utilità. Lo scopo, è quello di illustrare i servizi offerti, i reparti all’avanguardia, la qualità dell’assistenza ed i risultati ottenuti nel tempo”.
Tutte queste informazioni, permettono un empowerment del paziente, che diventa in questo modo libero di scegliere consapevolmente dove farsi curare e da chi. Un ulteriore aspetto da considerare è inoltre il rapporto diretto e personale che s’instaura tra il paziente ed il suo medico. Il prof. Satava chiarisce che “c’è stato un progresso significativo in questo senso nel campo della formazione medica, difatti, esistono specifici esami per gli studenti di medicina – chiamati OSCES – attraverso cui i futuri medici imparano a confrontarsi con i singoli pazienti e specifiche patologie. Questo serve loro ad apprendere la corretta modalità di comunicazione, la quale prevede talvolta autorità, talvolta deferenza o atteggiamento di rassicurazione a seconda di quello di cui il paziente necessita”.
Ogni paziente è diverso, l’obbiettivo è dunque cercare di comprendere, nel limitato tempo che spesso si ha a disposizione, di cosa il paziente ha bisogno, a livello terapeutico come umano. Ci sono pazienti che si sentono più rassicurati da un atteggiamento “paterno” e si curano relativamente dei dettagli e pazienti, oggi sempre più numerosi, che richiedono informazioni specifiche che i medici devono essere in grado di fornire nel modo più consono rispetto al soggetto. Questo riguarda in particolar modo il medico di famiglia, il quale, proprio per il tipo di rapporto continuativo, deve essere in grado di gestire in modo trasparente e professionale la relazione con il paziente.
Relativamente a queste tematiche è stata elaborata nel 2005 dal dott. Ettore Vitali, in collaborazione con operatori sanitari a livello nazionale, la “Carta di Firenze”, un codice che si propone di introdurre importanti novità nel rapporto tra medico e paziente, proponendosi di trasferire in parte il potere decisionale in materia di salute dal medico al malato, verso una decisione “condivisa” dalle parti.
Il documento affronta tematiche relative alla comunicazione e all’umanità di chi esercita in ambito sanitario, e prevede, tra le altre cose, l’obbligo di fornire un'informazione esaustiva sulla diagnosi e la terapia, l’utilizzo di un linguaggio accessibile per il paziente e una maggiore disponibilità al dialogo con il paziente che sarà così messo nella condizione di partecipare responsabilmente alla scelta terapeutica.
La diffusione dell’informazione medica on line e l’emancipazione del paziente, non deve dunque spaventare, ma essere considerata dai medici come dai pazienti, un incentivo a migliorare il livello di comunicazione tra le parti, a rendere più sereno e partecipe l’assistito rispetto alle scelte fondamentali inerenti la propria salute.