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L’informatica nella sanità italiana stenta ancora a partire. Analizzando le aziende sanitarie si vede come solo il 7% permette il pagamento del ticket via web, il 22% consente di prenotare gli esami on line e il 19% dei casi è possibile visualizzare i referti, mentre solo il 5% ammette di svolgere pratiche via web.
Questi sono i risultati della ricerca sull’informatizzazione della sanità in Italia, condotta da Federasanità Anci e Forum PA, che ha studiato i servizi tecnologicamente avanzati all’interno delle Asl, intervistando 147 direttori sanitari.
L’arretratezza dal punto di vista dell’informatizzazione coinvolge anche, in modo più specifico, la telemedicina: la ricerca ha infatti fotografato una situazione in cui solo il 18% della ASL ha attivato progetti di telemonitoraggio e teleconsulto.
Nel sistema Italia esistono però dei casi di assoluta eccellenza: uno di questi è la centrale di telecardiologia di Bari alla quale arrivano in media 240 richieste di soccorso al giorno. Il sistema sanitario pugliese, infatti, è il primo in Italia ad utilizzare la telecardiologia come sistema di gestione sistematico delle emergenze, attivo 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.
La telecardiologia permette di registrare in 50 secondi l’elettrocardiogramma del paziente e di trasmettere telefonicamente l’esame appena svolto, rendendo visibile in altri 50 secondi il tracciato del paziente sul computer della centrale. Una volta visualizzate le informazioni il cardiologo può, sulla base dei dati ricevuti, fare il suo consulto e definire le pratiche d’intervento.
Dal momento dell’arrivo dei soccorsi al momento della diagnosi trascorrono meno di 2 minuti. Come spiega in un’intervista rilasciata a Repubblica il professor Gianfranco Antonelli, direttore del reparto di Cardiologia del Policlinico di Bari, l’importanza della tempestività è fondamentale: “il tempo è vita, e questo vale in particolar modo per le sindromi coronariche, dove per evitare che il paziente subisca uno scompenso cardiaco è necessario intervenire entro un’ora dal momento del malessere”.
Questo tipo di servizio ha ad oggi permesso di salvare 37 mila vite e di evitare 163.154 ricoveri impropri oltre a risparmiare oltre 50 milioni di euro in degenza, considerando che il costo di una degenza media di un paziente è di 300 euro al giorno. Ma soprattutto grazie al telesoccorso la Puglia è riuscita ad abbattere del 50% l’indice di mortalità coronarica.