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La neuroradiologia interventistica è una tecnica mininvasiva che permette di raggiungere e risolvere alcune importanti patologie. Il dott. Maurizio Resta, direttore del dipartimento di diagnostica per immagini dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto spiega: “con la radiologia interventistica operiamo in diversi ambiti del corpo su tutte le patologie che possono essere raggiunte attraverso la navigazione endovascolare”.
L’esempio più comune è quello dell’aneurisma celebrale, che le più accreditate ipotesi eziopatogeniche sulle malformazioni vascolari ritengono un vero è proprio difetto genetico. In taluni pazienti infatti, mancherebbe la proteina che ha il compito di correggere quotidianamente i danni che si presentano sulla parete interna dei vasi sanguinei.
L’assenza di questa proteina correttiva protratta nel tempo causa malformazioni che possono essere di diversa tipologia: un aneurisma o, nel caso si venga a creare un nido di vasi malformati, un angioma.
Per curare queste formazioni oggi esistono strumenti e materiali altamente tecnologici e innovativi: micro sondini, spirali di platino, colle acriliche, particelle obliteranti e stent di deviazione di flusso. Quest’ultimo, spiega il dott. Resta: “è una piccola protesi cilindrica, una maglia a rete resa talmente fitta da bloccare il flusso sanguineo che non riesce più a penetrarvi, in questo modo il sangue nella sacca si coagula, va incontro a fibrosi e autoesclude la formazione”.
Un altro importante ruolo nella cura di queste patologie, è assunto dalla diagnostica per immagini, che, spiega il dott. Resta: “semplifica estremamente il nostro lavoro, grazie all’opportunità di lavorare con “grandi macchine” come la TC multidettore e la risonanza magnetica, strumenti sempre più avanzati che in tempi brevi restituiscono un cospicuo numero d’immagini”.
Queste immagini possono essere utilizzate per molteplici scopi: manipolate e ricostruite, consentono infatti non solo le diagnosi delle citate malformazioni vascolari ma integrano, ad esempio, il lavoro del radiologo interventista con quello del chirurgo nella cura dei tumori ipervascolari. Nel caso di questa specifica patologia infatti, spiega il dott. Resta: “il nostro obiettivo è quello di agire sui tumori vascolarizzati rendendoli ischemici in un tempo prechirurgico”.
Le procedure che integrano la diagnostica e la chirurgia con la capacità della radiologia interventistica, permettono in taluni casi di curare il paziente attraverso veri e propri percorsi radioterapici a base di radiazioni ionizzanti ed, in altri, di rendere meno impervio il lavoro dei chirurghi.