Associazione Italiana di Neuroradiologia
The Neuroradiology Journal
Interventional Neuroradiology
European Society of Neuroradiology
The World Federation of Neuroradiological Societies
National Stroke Association
Deutsche Gesellschaft für Neuroradiologie
Sociedad Iberolatino Americana de Neuroradiolagia
Société Française de Neuroradiologie
Sociedad Española de Neurorradiología
Sociedade Portuguesa de Neurorradiologia
Indian Society of Neuroradiology
American Society of Neuroradiology
American Journal of Neuroradiology
American Society of Interventional & Therapeutic Neuroradiology
American Society of Pediatric Neuroradiology
MGH Interventional Neuroradiology
The Western Neuroradiological Societies
American Association of Neurological Surgeons
Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane
PubMed
Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali
Istituto Superiore di Sanità
Unione Nazionale Medico Scientifica d'Informazione
Accademia Nazionale di Medicina
The Lancet
Società Italiana per lo Studio dello Stroke
« PRESENZA DELL'ECCELLENZA MEDICA ITALIANA AL CONVEGNO INTERNAZIONALE DI CHIRURGIA ROBOTICA | Main | IL DOTT. DONATELLI SPIEGA L' ISCHEMIA CEREBRALE »
L’ischemia cerebrale è causata da un blocco dell’apporto di sangue alle cellule del cervello in seguito all’ostruzione dell’arteria responsabile del trasporto sanguigno. Non ricevendo più ossigeno e altri nutrienti, tali cellule si indeboliscono e muoiono. Per questo motivo è possibile che, a seconda della parte cerebrale colpita, alcune funzioni (es. motorie, del linguaggio o cognitive) ne risultino indebolite o che vengano addirittura perse. Se l’attacco di ischemia è piuttosto leggero e passeggero (della durata inferiore alle 24 ore) si parla di attacco ischemico transitorio, o TIA con acronimo inglese. Se l’ischemia permane più a lungo nel tempo, invece, può essere causa di ictus. Le tempistiche di intervento possono essere decisive sulla condizione finale del paziente, una diagnosi precoce può infatti riportare il paziente alla normalità.
Non appena si intuisce che il paziente ha una sintomatologia di tipo ischemico è importante segnalarlo già al 118 come codice rosso. Una volta arrivati in Pronto Soccorso si stabilisce la portata della lesione attraverso una TAC o una risonanza. “Se non c’è lesione stabilizzata all’interno del cervello, ovvero non si vedono macchie” - spiega il Dott. Donatelli, Direttore della struttura complessa di Neuroradiologia a Taranto - “si può intervenire con una terapia vascolare endovenosa, iniettando endovena un trombolitico, sostanza che scioglie il trombo causa dell’ostruzione a livello celebrale.” L’intervento per via endovascolare è possibile entro le sei ore, iniettando localmente un farmaco trombolitico che scioglie il trombo raggiungendo la zona ostruita infilando dei cateteri coassiali tramite l’arteria femorale. In alcuni casi tuttavia i farmaci trombolitici non sono sufficienti per sciogliere il trombo e si deve quindi ricorrere a sistemi meccanici. Si opera con palloncini, stent o estrattori meccanici – a seconda dei casi- per schiacciare il trombo sulla parete, catturarlo e arrivare infine alla sua eliminazione. L’eliminazione di un trombo può rivelarsi semplice quando il trombo è “fresco” e formato solo da coaguli, diventa invece più complessa quando il trombo non risponde ai trattamenti. Il percorso del malato ischemico cerebrale è un percorso interdisciplinare che richiede pazienza e molta collaborazione tra le varie discipline. In ogni caso la professionalità del medico è determinante, “l’unica cosa che contraddistingue la nostra professionalità” – spiega il Dott. Donatelli - “è la competenza: bisogna procedere sempre con cautela, in quanto non tutti hanno le competenze per affrontare una tale patologia, che può dare grandi soddisfazioni, ma può anche portare grandissimi dispiaceri”. L’impatto sociale di questa malattia è infatti enorme. Quando sorgono delle complicanze nel cervello si possono avere dei danni permanenti che incidono sulla vita di questi ammalati.