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Si classificano scoliosi in età pediatrica quelle che interessano il bambino dalla nascita fino agli 8/9 anni d’età. “La patologia provoca una deformità che colpisce la colonna vertebrale fino a incurvarla nei 3 piani dello spazio in modo permanente creando alterazioni anatomiche non modificabili volontariamente.” – spiega il dott. Massimo Balsano, Direttore del centro di Riferimento Regionale per la Chirurgia Vertebrale , situato a Schio, Vicenza – “Tale deviazione è accompagnata anche da una torsione della colonna su se stessa che coinvolge, oltre alla spina dorsale, le articolazioni, i legamenti, la muscolatura paravertebrale e, nei casi più gravi, gli organi interni e le viscere, causando quindi problemi organici, e funzionali, oltre che estetici.” La deformazione della colonna vertebrale è chiaramente visibile: il bambino può presentare spalle, scapole o fianchi asimmetrici.
Questa patologia può essere congenita,essere presente quindi dalla nascita oppure manifestarsi in seguito. Per questo le scoliosi pediatriche si possono dividere in scoliosi di tipo congenito, neurologico e idiopatico. Le scoliosi congenite sono deformità tipiche dell’infanzia, in cui per un difetto di differenziazione dei somiti vertebrali- ovvero delle cellule primordiali della colonna vertebrale – si ha una formazione di parti anomale della colonna vertebrale, le quali vanno a costituire delle deformità. Queste vanno riconosciute precocemente e trattate nei primi due anni d’età. Le scoliosi neurologiche sono invece associate a una malattia neurologica che può essere conseguente a un danno cerebrale come una paralisi cerebrale infantile o una distrofia muscolare. Insorgono di solito molto precocemente e si manifestano per una rapida evoluzione. Per questo motivo vanno trattate in tempi brevi e maniera adeguata. Le scoliosi di tipo idiopatico sono le più diffuse tra quelle pediatriche e si dividono in “early onset scoliosis” e “scoliosi juvenile” a seconda che la patologia insorga dalla nascita ai primi tre anni oppure dai 4 ai 10 anni. “A grandi linee” – chiarisce il dott. Massimo Balsano – “prima appare il processo di deformità della colonna vertebrale più grave può esserne l’evoluzione, anche se possono esserci delle eccezioni”. Le forme a insorgenza precoce sono di solito ben visibili già dai primi mesi di vita per la presenza di queste gibbosità sulla colonna vertebrale dell’infante. La presenza di situazioni asimmetriche porta presto a supporre che il bambino possa avere delle malformazioni della colonna ed è opportuno sottoporre la problematica ad uno specialista. Una visita specialistica ortopedica e degli esami di controllo sono utili per mettere a fuoco la patologia, individuare la tipologia della curva, l’eventuale rotazione e l’evoluzione che la stessa può avere. L’evoluzione della patologia è molto importante, quasi nefasta in certi casi; una diagnosi precoce e un trattamento altrettanto efficace possono tuttavia portare a miglioramenti notevoli della deformità vertebrale e quindi anche un blocco della possibile evoluzione dell’aggravamento della stessa. Le scoliosi giovanili insorgono solitamente quando la colonna vertebrale comincia a crescere in maniera abbastanza rapida, ovvero tra i 4 e gli 8 anni. E’ importante tenerle sotto controllo nell’eventualità di riscontrare qualche deformità, da approfondire poi con uno specialista per una giusta collocazione diagnostica del problema.