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pubblicazioni scientifiche

Robot-assisted laparoscopic total and partial gastric resection with D2 lymph node dissection for adenocarcinoma
A. Patriti et al. Surg Endosc (2008) DOI: 10.1007/s00464-008-0129-0 Lavoro scientifico in cui gli autori descrivono i risultati di interventi di resezione gastrica totale e parziale con linfoadectomia D2 con tecnica Robot assistita. Scarica la pubblicazione...

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Chirurgia mininvasiva

La chirurgia mininvasiva si concentra su operazioni condotte dall'esterno ed eseguite senza ferite.

Il trattamento delle scoliosi pediatriche con le barre allungabili magnetiche

La scoliosi infantile è una malattia molto grave che può colpire i bambini già dalla loro nascita. “Ci sono diverse forme di scoliosi infantile, ma la caratteristica che le unisce tutte quante è l’incessante tendenza al peggioramento.” – spiega il prof. Guido La Rosa, Responsabile della Struttura Complessa di Ortopedia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro – “E’ perciò possibile osservare anche in un bambino molto piccolo - di 2 o 3 anni - una scoliosi che ha già superato gli 80 o i 90°.”

Questo impone delle scelte urgenti di cura in quanto la crescita distorta della colonna vertebrale può anche comportare uno schiacciamento polmonare ovvero uno sviluppo inadeguato del polmone. Lo sviluppo del polmone avviene per l’80% nei primi 5 anni di vita e gli effetti che la scoliosi infantile può produrre sull’entità dello sviluppo del polmone sono stati approfonditamente studiati: il danno riscontrato è dapprima un’insufficienza respiratoria che in seguito può trasformarsi in insufficienza cronica. Per questo motivo bisogna cercare da subito di mettere un freno al graduale peggioramento della patologia. All’inizio si preparano dei busti ad hoc per il bambino, se con questi non si ha un miglioramento, bisogna ricorrere quanto prima all’intervento chirurgico. “Fino a qualche anno fa, per arrestare la scoliosi, il paziente doveva subire numerosi piccoli interventi per seguire gli allungamenti della colonna,” – precisa il prof. La Rosa – “fino ad arrivare all’età di 12 anni quando era possibile sottoporsi all’intervento definitivo. Ovviamente questa procedura comportava un notevole impegno per il bambino e per la famiglia che lo seguiva nelle svariate operazioni e relativi ricoveri.” Oggi è possibile eseguire lo stesso trattamento con una barra allungabile magnetica, applicabile una prima volta anche già all’età di 3 anni. La tecnica prevede l’applicazione di piccoli viti agganciate ai corpi vertebrali sui quali si collega la barra, che ha al suo centro il meccanismo per l’allungamento. Il chirurgo può decidere di quanti millimetri allungare le barre, impostarli sul telecomando che trasmette poi il comando attraverso delle onde magnetiche alla barra collocata all’interno del corpo del bambino a supporto della colonna. Questa nuova tecnica permette l’allungamento senza necessità di effettuare interventi diretti, il procedimento si rivela essere assolutamente indolore e viene effettuato in regime ambulatoriale. I vantaggi per il bambino sono notevoli in quanto permette di crescere restando sempre sotto correzione e senza dover ritornare in sala operatoria frequentemente. Il rischio maggiore per questi trattamenti è lo sganciamento degli uncini applicati alla colonna vertebrale, bisogna quindi spiegare al bambino di essere prudente e prestare attenzione ai movimenti che compie. Il trattamento s’interrompe una volta raggiunta l’età ideale per la correzione definitiva, età in cui il bambino, diventato adolescente, può sottoporsi all’intervento tradizionale.

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