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La protesi Mako è un’artroprotesi monocompartimentale, ovvero una protesi che interessa una sola porzione dell’articolazione del ginocchio. A differenza delle protesi totali, con questo tipo d’intervento si va a sostituire la sola porzione d’articolazione che si è usurata nel tempo. Questa può essere la parte interna, laterale, mediale oppure l’articolazione presente tra femore e rotula. La particolarità di questo intervento è rappresentata principalmente da due fattori: l’utilizzo di una piccola protesi e di un sistema robotizzato per il suo impianto.
“L’utilizzo di una protesi articolare estremamente piccola permette la copertura di parti modeste dell’osso e delle strutture articolari” – spiega il dott. Khabbaze, specialista di Chirurgia Robotica presso il Policlinico di Abano Terme - “preservando quanto più possibile il ginocchio stesso.” A questo scopo si rivela fondamentale il supporto di un sistema robotizzato che consente l’impianto della protesi con estrema precisione. Il sistema si compone di un braccio robotico e di un software che si basa su uno studio Tac articolare sul quale viene ricostruito un modello tridimensionale del ginocchio. Tramite questo modello viene studiata la protesi da impiantare in modo da ottimizzare il sacrificio dell’osso, il bilancio legamentoso e soprattutto il corretto allineamento delle componenti protesiche, risultato molto difficile da ottenere con le tecniche manuali fino ad oggi in uso. Una volta realizzato il modello tridimensionale del ginocchio e dell’impianto protesico da impiantare, s’imposta il lavoro del robot. In sala operatoria vengono acquisiti nuovi dati relativi allo spessore della cartilagine residua e al bilanciamento legamentoso – elementi fondamentali per il corretto posizionamento della protesi Mako. Con l’acquisizione di questi dati è possibile lavorare sul modello virtuale preventivamente pianificato, posizionare correttamente la protesi, e riequilibrare gli spazi articolari. Viene così riprodotto nell’anatomia del paziente il modello virtuale. “Il vantaggio nell’utilizzo del braccio robotico consiste nel fatto che non si effettuano errori e l’operazione coinvolge solamente le parti necessarie, sia per quanto riguarda il posizionamento della protesi che per la fresatura dell’osso” chiarisce il dott. Khabbaze. In conclusione questa tecnologia si rivela molto vantaggiosa per il paziente in quanto permette il recupero in termini funzionali di qualità di vita ed una maggiore longevità dell’impianto protesico dovuta alla precisione nel posizionamento dello stesso.