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Le emorragie cerebrali non traumatiche nel bambino sono generalmente dovute a malformazioni vascolari come angiomi e fistole artero-venose, cavernomi, angiomi venosi, aneurismi della vena di Galeno e raramente riferibili anche ad aneurismi delle arterie intracraniche.
“L’incidenza media-annua di patologia cerebro-vascolare comprendente sia forme ischemiche che emorragiche al di sotto dei 15 anni è stimata in circa 8 casi per 100 mila con maggior frequenza per la patologia ischemica.” - spiega la Dott.ssa Carla Carollo, responsabile del reparto di neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova e della sezione pediatrica di neuroradiologia dell’Associazione Italiana di Neuroradiologia - “Nelle diverse pubblicazioni della letteratura circa l’80% delle malformazioni vascolari esordisce con emorragia, meno frequentemente con epilessia e cefalea ricorrente, la patologia può peraltro rimanere silente per molto tempo e manifestarsi tardivamente con esordio emorragico e solo in quel momento arrivare a una diagnosi.”
Nel corso degli anni sono stati fatti interessanti passi in avanti nelle tecniche diagnostiche ed interventistiche endovascolari applicabili anche in ambito pediatrico, ovviamente con particolare attenzione alla complessità ed evoluzione delle patologie riscontrabili nel bambino rispetto al paziente adulto.
Come spiega la Dott.ssa Carollo: “L’emorragia cerebrale è un’emergenza medica e chirurgica che richiede il ricovero immediato in centri di riferimento che siano dotati di Neurochirurgia Rianimazione e Neuroradiologia pediatriche, con disponibilità di angiografia sia diagnostica che interventistica.”
La terapia adeguata al paziente deve essere una decisione collegiale tra specialisti neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi pediatrici e interventistici. Passaggio obbligato nell’iter diagnostico, da ceseguirsi nei centri di primo soccorso, è l’esame Tac, seguito dagli approfondimenti del caso (angioTC , RM e angioRm).
“Nei pazienti con emorragia cerebrale l’indagine necessaria e determinante rimane comunque l’angiografia digitale ”, aggiunge la Dott.ssa Carollo, “ che si esegue introducendo dall’arteria femorale un piccolo catetere che viene fatto risalire nelle arterie cerebro afferenti fino a raggiungere quelle deputate alla vascolarizzazione della lesione. A questo punto vanno valutate le modalità di trattamento della patologia riscontrata, che potrà essere con materiali embolizzanti quali colle liquide o spirali in platino.
Attualmente sono disponibili una molteplicità di trattamenti avanzati per la cura delle malformazioni vascolari: le opzioni di scelta sono tra un trattamento di embolizzazione endovascolare, un trattamento chirurgico o un ‘eventuale combinazione dei due completato con radiochirurgia nel caso dei bambini più grandi.
La tipologia del trattamento verrà scelta in base alla gravità dell’evento patologico, alla dimensione della lesione e alla sede dell’emorragia; è inoltre necessario pianificare i tempi di intervento in relazione all’età e alle condizioni generali del bambino.
“Nel caso dell’aneurisma dell’ampolla di Galeno”, spiega la Dott.ssa Carollo, “la patologia può essere identificata dall’ecografia già in epoca fetale e più precisamente documentata con risonanza magnetica alla 19/20a settimana di gestazione. Tenendo conto che spesso questi soggetti nascono con un certo grado di scompenso cardiaco congestizio, il trattamento endovascolare, quanto più precoce, dovrà comunque essere programmato in rapporto alle condizioni generali del bambino, al suo peso, alla specifica tipologia della malformazione valutata all’angiografia, nonchè all’evoluzione della sofferenza del cervello.” Peraltro la possibilità di diagnosi precoce intrauterina rende possibile una gestione programmata del parto: si può prevedere infatti di far trasferire già la partoriente nel centro dove il neonato potrà essere tempestivamente trattato per la sua patologia.”
Nell’ambito dell’Associazione Italiana di Neuroradiologia si sono definite negli ultimi anni, oltre alla Sezione di RM funzionale, la Sezione di angiografia diagnostica e interventistica e la Sezione di neuroradiologia pediatrica, nelle quali si ritrovano le competenze specifiche di alto livello necessarie in questo stretto ambito diagnostico e terapeutico: tra gli scopi delle sezioni vi è il rafforzamento della rete neuroradiologica, la possibilità di definire i centri di riferimento per macroaree per le patologie sopra descritte, e l’istituzione di corsi residenziali per allargare le conoscenze in un settore così particolare della diagnostica neuroradiologica.