Radiochirurgia
CyberKnife Society
Associazione Italiana Radio-Terapia oncologica
L'Associazione Italiana di Neuro-Oncologia
Società Italiana di Neurochirurgia
European Society for Therapeutic Radiology and Oncology
European School of Oncology
American Society for Therapeutic Radiology And Oncology
Journal of Neurosurgery
Neurosurgery
International journal of radiation oncology biology physics
Fondazione IRCCS Istituto Neurologico "Carlo Besta"
Y. Xie et al. Int. J. Radiation Oncology Biol. Phys., Vol. 72 DOI:10.1016/j.ijrobp.2008.04.051
L’Università di Stanford e la UCSF di San Francisco hanno condotto uno studio retrospettivo sul tracking del movimento della prostata durante una seduta di radioterapia con il sistema CyberKnife.
Sono stati esaminati 21 trattamenti, durante i quali diverse immagini radiografiche registrano la posizione di tre o quattro reperi d’oro impiantati nel target, in questo caso la prostata del paziente. La posizione della prostata varia non solo tra una frazione di trattamento e l’altra, ma anche all’interno della stessa seduta: per questo motivo è molto importante che la frequenza di acquisizione delle immagini radiografiche sia tale da consentire di rilevare i movimenti del target e permettere al Sistema la correzione automatica dei fasci erogati. Dallo studio effettuato risulta che l’acquisizione di un’immagine ogni 40 secondi permette in generale al sistema di tracking del CyberKnife un monitoraggio accurato del movimento della prostata, cui segue la correzione automatica del trattamento senza interruzione dello stesso. Una maggior frequenza di imaging può essere comunque necessaria per alcuni pazienti.
L’obiettivo per il futuro consiste nel monitoraggio istantaneo in tempo reale al fine di avere una sempre maggiore copertura del target e al tempo stesso un crescente risparmio delle strutture critiche circostanti.
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W.T. Brown et al. Southern Medical Association (2008) DOI: 0038-4348/0-2000/10100-0376
Presso il centro CyberKnife di Miami dal marzo 2004 all’agosto 2007 sono stati trattati 35 pazienti affetti da metastasi polmonari. La procedura di trattamento utilizzata prevede innanzitutto l’inserzione per via trans-toracica di un marker d’oro in prossimità della lesione, circa una settimana prima del trattamento. Il marker viene preso poi come riferimento durante il trattamento per monitorare il movimento della lesione e seguirne gli spostamenti. Una scansione TAC del torace del paziente consente di elaborare un piano di trattamento.
L’irradiazione tiene conto e compensa il movimento del target dovuto al respiro, grazie al sistema di tracking Synchrony: questo garantisce un’alta precisione di irradiazione del bersaglio e al tempo stesso la salvaguardia dei tessuti sani circostanti.
Lo studio qui riportato dimostra come il trattamento radiante, nella maggior parte dei casi ipofrazionato, sia un’importante alternativa clinica all’intervento chirurgico per le metastasi polmonari, in particolare per quelle fino a 3 cm di diametro o comunque non oltre i 5 cm.
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D.B. Fuller et al. Surg Endosc (2007) DOI: 10.1016/j.ijrobp.2007.11.067
Il trattamento del cancro alla prostata con CyberKnife, paragone con la brachiterapia HDR e risultati clinici preliminari. Il trattamento del cancro alla prostata con la tecnica brachiterapia ad alto dose rate (HDR) è efficace e preciso. La distribuzione di dose e il frazionamento caratteristici di questa metodologia ben si adattano alle caratteristiche di questo tipo di tumore, molto sensibile all’ipofrazionamento e con una particolare distribuzione delle cellule tumorali. Tuttavia la brachiterapia HDR è una procedura invasiva, che richiede il ricovero del paziente, l’anestesia, il supporto infermieristico e l’utilizzo di analgesici nell’inserzione dei cateteri transperineali. La tecnica radiochirurgica CyberKnife permette di emulare lo stesso tipo di distribuzione di dose e di frazionamento, ma in maniera del tutto non invasiva, permettendo al contempo di risparmiare il più possibile strutture critiche quali la vescica e il retto. I risultati clinici appaiono incoraggianti, sebbene preliminari e relativi ad un esiguo numero di pazienti.
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A.K.Ho et al. Neurosurgery, february 2007
Questo studio, condotto allo Stanford University Medical Center, mette in evidenza l’accuratezza dell’algoritmo attraverso delle prove su un fantoccio antropomorfo e più in generale la totale accuratezza clinica del trattamento attraverso un confronto con la casistica precedente che prevedeva l’inserzione dei reperi. I risultati mostrano un’accuratezza totale inferiore al millimetro, dimostrando l’efficacia clinica dell’algoritmo Xsight per il trattamento di molteplici lesioni spinali e paraspinali.
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P.C. Gerszten et al. SPINE 32, num.2, 193-199
Il trattamento radiochirurgico delle metastasi spinali, esperienza su 500 casi trattati in un unico centro.I pazienti con tumori metastatici spinali sono spesso debilitati e ad alto rischio di morbidità chirurgica. La radioterapia è spesso la prima modalità di trattamento per quei pazienti non operabili o la cui qualità di vita dopo l’intervento chirurgico è destinata a peggiorare in maniera non accettabile. In un trattamento radiante di metastasi spinale, la dose è fortemente limitata dalla bassa tolleranza del midollo spinale alle radiazioni. La probabilità di successo in questo tipo di trattamento può aumentare grazie ad un preciso confinamento di una più elevata dose di radiazione sul volume tumorale, minimizzando al contempo il rischio di danno al midollo spinale. Questo studio riguarda la valutazione prospettiva di 500 lesioni metastatiche spinali trattate in frazione singola con la tecnica di radiochirurgia CyberKnife presso lo University of Pittsburgh Medical Center. Si tratta del più ampio studio pubblicato ad oggi sull’argomento e dimostra l’efficacia clinica e basso rischio legati al trattamento radiochirurgico in singola frazione delle metastasi spinali.
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