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Nella diagnosi dell’infertilità femminile, ricopre un ruolo di notevole importanza l’isterosalpingografia, un esame radiologico utilizzato in frequenza minore anche per l’analisi delle malformazioni dell’apparato genitale femminile. Come spiega il dottor Alfredo La Fianza, specialista in radiologia e ginecologia presso l’Istituto di radiologia dell’università di Pavia, nel Policlinico San Matteo di Pavia: “l’isterosalpingografia, è uno degli esami più vecchi della storia della radiologia, che, nonostante l’evoluzione delle metodiche radiologiche, mantiene intatta la sua validità diagnostica e clinica, restando ancora oggi l’esame di riferimento per lo studio delle salpingi in pazienti in corso d’accertamenti per la valutazione dell’apparato genitale femminile”.
L’esame consiste nell’introdurre nella cavità uterina attraverso un catetere o delle coppette esocervicali un mezzo di contrasto iodato non ionico che permette la visualizzazione della cavità uterina, l’opacizzazione delle salpingi, il passaggio del contrasto nella cavità peritoneale e consente di studiare la distribuzione tra le anse intestinali. E’ un esame quindi che valuta non solo l’apparato genitale, quanto le strutture limitrofe allo stesso. Come sottolinea il dottor La Fianza: “l’esame deve essere utilizzato con parsimonia in quanto la paziente è sottoposta a delle radiazioni che coinvolgono il delicato apparato genitale e quindi i gameti e va fatto al termine delle mestruazioni, in modo da poter escludere un eventuale stato interessante, in considerazione del fatto che l’esecuzione di questo esame in stato di gravidanza comporterebbe un aborto immediato”. Riguardo al post esame, generalmente in una paziente con un’isterosalpingografia normale, viene consigliata da vari studi la somministrazione al termine dell’esame diagnostico di circa due ml di mezzo di contrasto liposolubile, i quali hanno dimostrato di avere un potere antisettico e una maggiore frequenza di gravidanze dopo questi esami rispetto alla contrastografia iodata idrosolubile. Attraverso l’isterosalpingografia vengono visualizzati eventuali fattori responsabili dell’infertilità, possono quindi essere valutate correttamente le flogosi tubariche, le flogosi peritubariche e le occlusioni prossimali o distali della salpinge condizionanti la canalizzazione delle stesse. Rispetto alle problematiche connesse a questa indagine, il dottor La Fianza aggiunge: “l’isterosalpingografia è un esame che comporta per la paziente un minimo di sconforto in quanto l’introduzione del contrasto in una cavità virtuale, quale l’utero, provoca un riflesso vagale anche modesto e quindi una sensazione di fastidio e di leggero dolore, un dolore che viene riferito come premestruale, l’impiego di apparecchiature idonee e la possibilità di eseguire con tranquillità questi esami, ne hanno reso la sopportazione molto elevata”. In relazione alle dinamiche di questo esame diagnostico, la possibilità di avere un breve colloquio divulgativo e informativo con le pazienti, rende questa indagine più che accettabile e molto ben tollerata.