Urologia Robotica
Società Italiana di Urologia
European Association of Urology
Minimally Invasive Robotic Association
Society of Robotic Surgery
European Urology
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Journal of Robotic Surgery
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PubMed
Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali
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Accademia Nazionale di Medicina
DaVinci Prostatectomy
Unità operativa di Urologia dell'Ospedale San Luigi di Orbassano
The Lancet
Fondazione Vincenzo Pansadoro
La Clinica Urologica del Policlinico Universitario di Modena svolge attività di chirurgia robotica da due anni e mezzo: ad oggi, sono oltre 150 i pazienti operati con il Robot Da Vinci. Le patologie trattate più di frequente sono la prostatectomia radicale per neoplasia prostatica e la plastica pielo-ureterale per la malattia del giunto.
I vantaggi della chirurgia mininvasiva in queste operazioni sono molteplici, come spiega il Professor Giampaolo Bianchi direttore della Clinica Urologica e del Master in Chirurgia Robotica in Urologia: “non si tratta solo dei vantaggi estetici dovuti all’assenza di cicatrice chirurgica, ma si hanno degli oggettivi vantaggi dal punto di vista della qualità di vita del paziente, inteso come un miglioramento della continenza urinaria e soprattutto con una percentuale molto elevata di conservazione della potenza sessuale: l’80% dei pazienti che avevano un’attività sessuale prima dell’intervento la mantengono e la riprendono anche a distanza di un anno”.
La calcolosi renale è una “patologia frequente, che può essere assolutamente silente, causare dolore e in modo particolare colica. In alcuni casi, l’ostruzione delle vie escretrici renali può portare alla perdita funzionale del rene, ciò spiega perché la calcolosi non è necessariamente una patologia benigna, può essere anche una patologia che comporta la perdita del rene”. A spiegarlo è Emanuele Montanari, professore associato di Urologia dell’Università di Milano, che dirige da sei anni il dipartimento di urologia dell’ospedale San Paolo di Milano, unità operativa che si occupa in particolar modo della cura della calcolosi renale. “Non tutti i calcoli possono essere trattati nello stesso modo” – aggiunge Montanari - “ed è necessario disporre di tecnologia avanzata per proporre le terapie di litotrissia intracorporea ed extracorporea che attualmente rappresentano il golden standard nel trattamento della litiasi renale, essendo la chirurgia ”tradizionale” applicabile solo nel 2-5% dei casi.”
Il “Journal of the American Medical Association (JAMA)” ha pubblicato nel mese di luglio uno studio sui farmaci per il controllo ormonale utilizzati nel trattamento del tumore alla prostata. I farmaci bloccano la produzione di testosterone . La ricerca ha preso in esame 19.271 pazienti Medicare di età superiore ai 66 anni tenuti in osservazione per circa sei anni. 11.045 sono deceduti e di questi 1.560 di tumore alla prostata. Il tasso di sopravvivenza dei malati è risultato indipendente dall’uso di farmaci.
La scelta di utilizzare i farmaci in alternativa al trattamento radiologico o all’operazione chirurgica è comunque molto elevato. Infatti, il 41% dei pazienti del campione ha optato per un trattamento farmacologico.
Il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente nel sesso maschile. Quando venne identificato, nel 1800, era considerato una malattia rara a causa della speranza di vita ridotta del XIX secolo e della mancanza di metodi di identificazione. Per questo motivo anche le tecniche di intervento erano limitate a risolvere gli effetti collaterali, come l’ostruzione urinaria, fino al 1904 quando Hugh Young al “John Hopkins Hospital” eseguì la prima prostatectomia radicale perineale.
Oggi le tecniche di diagnosi del tumore alla prostata si sono semplificate ed è possibile sospettarne la presenza con l'utilizzo di un marcatore presente nel sangue (il PSA). La sicurezza della diagnosi richiede l'esecuzione di una biopsia della prostata.
L’Italia è al secondo posto al mondo dopo gli Stati Uniti per la diffusione della chirurgia robotica. Sono infatti 1585 i casi trattati in 29 ospedali in Italia alla fine dello scorso anno. A detenere il primato sono gli Stati Uniti che su 719 sistemi installati in giro per il mondo hanno 545 robot da sala operatoria a confronto dei 119 in Europa. L’Italia supera anche Francia (18 ospedali con un robot in sala operatoria), Germania (13) e Regno Unito (9) dimostrando una forte predisposizione all’innovazione in campo sanitario.
Fondazione per la Ricerca in Urologia
All about Prostate Cancer (Ohio State University CCC)
Europa Uomo
Federazione Italiana INCOntinenti
Società Italiana di Andrologia
Deficit erettile
The Online World of Oncology
European Cancer Patient Coalition
Federazione italiana delle associazioni di volontariato in Oncologia
Brochure per pazienti sulla Robotica in Urologia
World foundation of urology
Exposanità – 17° Mostra Internazionale al servizio della sanità e dell’assistenza